Inferno di Capodanno a Crans-Montana: almeno 47 morti tra le fiamme

di Matteo Scolari

| 02/01/2026
La festa per il nuovo anno si trasforma in tragedia nella località sciistica svizzera. Un incendio improvviso devasta un bar affollato di giovani: 112 feriti, sei italiani dispersi e 13 ricoverati al Niguarda di Milano, cinque dei quali in gravi condizioni. L’ipotesi è quella di un “flashover” innescato da un petardo o da candele scenografiche.

Una notte di festa diventata incubo. A Crans-Montana, esclusiva località alpina del Canton Vallese, il brindisi per salutare il 2026 si è trasformato in una delle peggiori tragedie degli ultimi anni in Svizzera. Almeno 47 giovani hanno perso la vita in un incendio che in pochi istanti ha avvolto un bar sotterraneo gremito di ragazzi poco più che ventenni. Il bilancio è drammatico: 112 feriti, molti dei quali in condizioni critiche, e decine di famiglie in attesa di notizie.

Secondo le prime ricostruzioni della polizia cantonale, l’allarme è scattato all’1.30 di notte. Le fiamme sarebbero divampate all’interno del bar Le Constellation, frequentato da turisti internazionali. In pochi secondi il locale è stato avvolto dal fuoco, probabilmente a causa di candele scintillanti o di un petardo che avrebbero raggiunto il soffitto in legno, provocando un improvviso “flashover”: il passaggio rapidissimo da un incendio localizzato a uno generalizzato, con temperature letali.

Le scene raccontate dai testimoni sono di puro terrore: ragazzi in fuga, spintoni verso l’unica uscita – una scala stretta – finestre infrante per tentare la salvezza, mentre molti restavano intrappolati tra fumo e fiamme. Le autorità hanno escluso fin da subito la matrice terroristica, parlando di incidente.

La tragedia colpisce duramente anche l’Italia. Il bilancio provvisorio parla di 13 connazionali ricoverati: cinque con ustioni gravissime. Due sedicenni e una donna di 30 anni sono stati trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni sul 30-40% del corpo. Altri due giovani, in condizioni critiche, restano ricoverati in Svizzera, tra Berna e Zurigo; una ragazza di 16 anni è in coma. Restano inoltre sei italiani dispersi, mentre l’angoscia delle famiglie cresce con il passare delle ore.

La macchina dei soccorsi è stata imponente: 42 ambulanze, 13 elicotteri e tre camion speciali sono intervenuti da tutta la regione. È stato attivato anche il Meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea, mentre l’Italia si è mobilitata immediatamente. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in costante contatto con la premier, ha annunciato che si recherà sul posto e ha disposto l’attivazione di una unità di crisi del consolato di Ginevra. Sul campo opera l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, in coordinamento con la Farnesina.

L’inchiesta è stata affidata alla procura del Vallese. Il procuratore generale Béatrice Pilloud ha spiegato che l’identificazione delle vittime richiederà tempo, a causa della gravità delle ustioni e dei corpi completamente carbonizzati.

L’intera Confederazione è sotto shock. “È una delle peggiori tragedie che abbiamo mai vissuto”, ha dichiarato il presidente svizzero Guy Parmelin, che ha ricevuto messaggi di cordoglio da numerosi leader internazionali, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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