E-bike truccate, sequestrate a Verona quasi 300 bici dal valore di 300mila euro
Redazione
La Guardia di Finanza di Verona e gli agenti della Polizia Locale hanno sequestrato 295 biciclette elettriche a pedalata assistita e denunciato due soggetti per il reato di frode nell’esercizio del commercio. Si tratta del più ingente sequestro di e-bike eseguito presso punti vendita sull’intero territorio nazionale, frutto della collaborazione tra i due organi di polizia.
L’intervento rappresenta la conclusione di una prolungata attività info-investigativa congiunta, orientata alla repressione delle violazioni relative all’indebita commercializzazione di prodotti soggetti alla marcatura CE, che ha permesso di individuare due esercizi commerciali dediti alla vendita di e-bike.

Le biciclette elettriche a pedalata assistita sono soggette alla Direttiva Europea 2006/42/CE (cd. Direttiva Macchine) che ne regola la produzione tramite procedure volte a garantire i requisiti di conformità, sicurezza e tutela della salute essenziali per la loro immissione in commercio, la quale deve essere accompagnata dalla documentazione comprovante la regolarità.
In sede di accesso presso i locali degli esercizi commerciali, i militari della Guardia di finanza e gli agenti della Polizia Locale hanno constatato l’assenza di tale documentazione, oltre al potenziamento dei motori e delle prestazioni delle biciclette. È quindi scattato il sequestro dei mezzi rinvenuti, per un valore stimato di circa 300mila euro, nonché la comminazione di sanzioni amministrative per circa 11.400 euro connesse a plurime violazioni al Codice della Strada e alle disposizioni relative al settore del commercio. Ulteriori segnalazioni sono state inviate allo SPISAL e al settore Impianti del Comune di Verona per carenze strutturali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché al Garante della Privacy per irregolarità degli impianti di videosorveglianza.
La responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile, vigendo la presunzione di non colpevolezza prevista dall’art. 27 della Costituzione.
«Queste azioni di controllo servono a riportare legalità sulle strade, dove esistono mercati paralleli illegali e dove alcuni utenti vengono truffati da venditori di veicoli alterati, senza marchiature e omologazione. Biciclette che superano i 50 km/h, senza pedalare, sono dei pericoli reali sia per chi le guida, ma anche in caso di incidenti, basti pensare agli investimenti di pedoni. Un ringraziamento alle donne e agli uomini della Guardia di Finanza e della Polizia Locale», dichiara l’assessora alla Legalità, Sicurezza, Trasparenza e Grandi eventi Stefania Zivelonghi.
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