La Chiesa di Verona si prepara alla grande Assemblea del 2026
di Alessandro Bonfante
Concluso il Giubileo della speranza, la Chiesa di Verona è chiamata ora a custodirne e svilupparne i frutti nel quotidiano della vita ecclesiale e sociale. È questo il filo rosso dell’incontro di fine anno tra il vescovo Domenico Pompili e la stampa, questa mattina in Vescovado, durante il quale sono stati tracciati i passaggi chiave del 2025 e le prospettive per il 2026.
Come far fruttare l’anno speciale del Giubileo? «Continuando a coltivare la speranza, che è stato il grande tema che ci ha guidato in questo anno – ha spiegato il vescovo – non come evento eccezionale, ma come atteggiamento da vivere nel quotidiano». Una speranza che, secondo Pompili, deve saper leggere la complessità del presente e tradursi nella capacità di accompagnare le persone «nelle concrete situazioni di vita delle nostre comunità parrocchiali».
Tra i segni più concreti lasciati dal Giubileo, il vescovo ha richiamato la nascita del Fondo permanente per l’emergenza abitativa, promosso insieme alla Caritas diocesana veronese. «Vuole essere un fondo da far crescere nel tempo – ha precisato –: siamo arrivati a circa 100mila euro grazie a contributi di singoli e di diverse realtà, ma l’obiettivo è arrivare almeno a mezzo milione, così da riattivare luoghi oggi abbandonati e dare a tante persone la possibilità di avere una casa».
Lo sguardo al futuro si concentra ora sull’Assemblea diocesana del 2026, vero snodo del cammino sinodale della Chiesa veronese. L’appuntamento è fissato per sabato 16 maggio 2026 a Isola della Scala, dove circa 3mila delegati, in rappresentanza di tutta la diocesi, si ritroveranno per un confronto ampio e partecipato.
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«L’Assemblea – ha sottolineato Pompili – vuole essere un momento per riattivare la partecipazione di tutti, laici e pastori, e per individuare insieme alcune scelte che ci aiutino ad affrontare il tempo che stiamo vivendo». Il versetto evangelico scelto come orizzonte, “Fate attenzione a quello che ascoltate”, richiama infatti il desiderio di una Chiesa in ascolto di Dio e delle persone.
Due i temi centrali del percorso: l’essenzialità, per discernere ciò che davvero conta oggi nell’annuncio del Vangelo, e la reciprocità, per costruire relazioni e responsabilità non delegate solo ai presbiteri. La preparazione passerà attraverso le assemblee vicariali nei primi mesi del 2026 e gli esercizi spirituali al popolo di Dio guidati dal cardinale José Tolentino de Mendonça.
Il cammino per la pace
Accanto alla dimensione ecclesiale, resta forte anche l’attenzione ai temi della pace e della nonviolenza. Il 2025 ha visto l’apertura della “Scuola di pace e nonviolenza” con oltre 40 persone da tutta Italia che si sono formate su questi temi che sono al centro dell’attenzione prima di papa Francesco e ora di papa Leone XIV, come dimostra il Messaggio per la Giornata mondiale della pace che nella Messa in Cattedrale di giovedì 1° gennaio 2026 il vescovo Pompili consegnerà alle Istituzioni veronesi e, attraverso di loro, a tutti i cittadini. La seconda edizione della “Scuola di pace e nonviolenza” verrà inaugurata sabato 31 gennaio 2026 con un convengo sul pacifista e saggista Alex Langer.
Il 17 e 18 gennaio, invece, torneranno a Verona il palestinese Aziz Abu Sarah e l’israeliano Maoz Inon, protagonisti dell’abbraccio-simbolo di Arena di pace 2024 per raccontare nuovamente la loro esperienza di accoglienza e pacificazione in risposta alla violenza e per essere tedofori della Torcia olimpica dei Giochi invernali 2026.
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