All’Anagrafe di Verona il Presepe della Concordia, realizzato dai detenuti di Montorio

Redazione

| 26/12/2025
Realizzato dai detenuti con materiali di recupero, il presepe rappresenta otto luoghi di culto come simbolo di dialogo e inclusione.

È arrivato nei giorni scorsi all’Anagrafe di via Adigetto il Presepe della Concordia realizzato dai detenuti della casa circondariale di Montorio recuperando oggetti di scarto quali scatole da scarpe messe a disposizione dall’azienda Boscaini e utilizzando materiali di recupero come legno, corteccia, muschio e carta.

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Il presepe riunisce simbolicamente persone con diversi credi rappresentando ciò che è veramente il Natale. Vi sono rappresentati ben otto luoghi di culto: tempio buddista, chiesa francescana, capanna anemista, moschea, sinagoga, pagoda shintoista, casa di atei, grotta per vecchi culti pagani.

Sono stati poi realizzati una cascata e un fiume, che rappresentano l’acqua fonte di vita, e in fine la Natività, che rappresenta la famiglia. «È un presepe che accoglie tutte le religioni e tutti i popoli quello che abbiamo scelto di allestire all’anagrafe, luogo che ogni giorno vede il passaggio di tantissimi cittadini e cittadine veronesi e non solo – spiega l’assessora ai Servizi sociali Luisa Ceni –. È un messaggio di inclusione che non solo valorizza uno dei simboli del Natale ma che dà anche visibilità ai detenuti che stanno compiendo un percorso di recupero».

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«Il Comune ha dimostrato grande sensibilità e attenzione accogliendo la nostra proposta di accrescere la visibilità dei detenuti attraverso i presepi da loro realizzati – dichiara la direttrice del carcere di Montorio Maria Grazia Bregoli –. Un modo per pensare diversamente al carcere: luogo nel quale i detenuti che stanno scontando una pena si impegnano per dare qualcosa di bello alla comunità».

«È l’occasione per mettere insieme realtà imprenditoriali, associazioni e amministrazioni pubbliche del territorio, al fine di valorizzare le opere dei detenuti e dare alla cittadinanza un segno della loro volontà di recuperare», sottolinea Luca Boscaini.

«Abbiamo colto con entusiasmo l’opportunità di questo progetto creando un laboratorio in carcere dove i detenuti hanno potuto realizzare presepi da consegnare alla cittadinanza – spiega Paola Tacchella dell’associazione MicroCosmo –. Il laboratorio è stato molto apprezzato dai detenuti, che hanno ritrovato in quelle ore passate a realizzare i presepi momenti di serenità».

Il progetto d’inclusione Presepi in scatola sostenuto quest’anno dal Comune di Verona nell’ambito del Natale diffuso ha previsto anche l’esposizione di piccoli allestimenti di presepi nelle otto Circoscrizioni. 

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