Fondi Europei, Stefani: «Subito 50 milioni per piano casa e 28 contro alluvioni»
Redazione
Si è tenuta ieri la prima riunione di Giunta della Regione Veneto presieduta da Alberto Stefani. Al primo punto dell’ordine del giorno, una delibera in tema di fondi europei.
«La riprogrammazione dei fondi comunitari approvata oggi all’unanimità – spiega il Presidente Alberto Stefani – ci consente di impegnare subito importanti risorse per obiettivi strategici, individuati nel nostro programma elettorale, con due vantaggi ulteriori: la quota del cofinanziamento europeo passa dal 40 al 50% e la Regione avrà un anno in più per portare a termine i lavori» sottolinea.
«Si tratta di 50 milioni di euro per il piano casa e 28 per interventi di resilienza idrica. Le risorse per gli alloggi – chiarisce Stefani – saranno destinate a interventi individuati in sinergia con gli assessorati al Sociale, al Lavoro e alle Imprese. L’obiettivo è favorire politiche per l’abitare a vantaggio dei veneti, con un’attenzione particolare alle esigenze dei lavoratori. Una parte cospicua dei fondi sarà impiegata per riqualificare immobili già di proprietà pubblica».
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Sprint anche in materia di resilienza idrica, grazie alla definizione di un fondo che ammonta a 28 milioni di euro. «La riprogrammazione ci consente anche di promuovere l’accesso sicuro all’acqua, la sua gestione sostenibile e proseguire nell’opera di messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni – dichiara Alberto Stefani – Fra i possibili progetti da finanziare secondo la nuova priorità nel PR Veneto FESR abbiamo individuato, in particolare, quelli per la riduzione del rischio idrogeologico, che saranno valutati in concerto con l’assessorato all’Ambiente, secondo dei criteri stabiliti: l’avanzata cantierabilità dei potenziali nuovi interventi e la coerenza generale dei PR in una fase piuttosto avanzata dell’attuazione – sottolinea il Presidente – Alle risorse già citate si aggiungono 5 milioni per sostenere investimenti che contribuiscono agli obiettivi della piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa e ad affrontare la carenza di manodopera e competenze, per posti di lavoro di qualità, legati a queste tecnologie».
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