Simboli nazisti e vandalismi a scuola, Perini (SI-AVS): «La scuola non può essere lasciata sola»

Redazione

| 19/12/2025
In seguito al rinvenimento di svastiche e scritte offensive in un istituto veronese, Luca Perini (Sinistra Italiana – AVS) collega l’episodio ai tagli e all’abbandono della scuola pubblica, chiedendo più risorse ed educazione contro l’odio.

All’istituto Copernico-Pasoli di Verona nei giorni scorsi sono comparse svastiche, scritte offensive e frasi intimidatorie nei bagni della sede di via Dalla Corte, con attacchi diretti a un docente. La dirigente scolastica, si legge dai media locali, ha sporto denuncia, condannando con fermezza gli atti vandalici come un attacco ai valori costituzionali e all’intera comunità scolastica.

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In questo quadro è intervenuto Luca Perini (Sinistra Italiana Verona – AVS), che collega l’episodio a un clima di crescente odio e disuguaglianza e denuncia l’abbandono della scuola pubblica, chiedendo più investimenti, personale e strumenti educativi per contrastare razzismo, violenza e marginalizzazione.

«Le scuole rappresentano la linea di quello che sarà il nostro futuro, il nostro domani, dove vogliamo andare ma soprattutto come ci vogliamo porre rispetto al presente. Mentre il Governo Meloni destina 750 milioni di euro nel 2025 alle scuole private, la scuola pubblica subisce dei tagli: 5.660 docenti in meno nell’anno scolastico 2025/2026 e dal 2026, 2.147 collaboratori scolastici ridotti dagli organici. Le scuole oggi sono abbandonate a se stesse: dagli insegnanti, al personale, agli studenti», commenta Perini.

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«Vediamo con preoccupazione quanto sta accadendo in questi luoghi, che insieme alle università, rappresentano ancora oggi degli spazi di resistenza culturale.  Vediamo davanti a noi un crescere di episodi razzisti, violenti, misogini, omofobi, ecc. Non ultimo a Verona, la nostra città, dove in un istituto sono comparse delle scritte contro alcuni docenti con una svastica nazista», prosegue.

Perini conclude: «La scuola è uno spazio decisivo per la formazione di ogni membro della nostra società e purtroppo ancora oggi è segnato da tagli ma anche dalla disuguaglianza. Serve una riforma organica e strutturale anche rispetto ai fenomeni sociali con cui la scuola si deve confrontare. Serve un’educazione antirazzista, insieme anche ad una educazione affettiva che sappia parlare ai giovani. Gli psicologi e psicologhe devono essere inseriti permanentemente in ogni istituto».

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«Servono risorse e investimenti seri. Non basta dichiararsi uguali se non si guardano le differenze sostanziali della nostra società: a partire dall’ accesso ai servizi primari e al riconoscimento critico di quelli che sono ancora oggi gli stereotipi sociali e gli stigma sociali vengono portati avanti strumentalmente da una destra che governa irresponsabilmente il nostro paese. La narrazione del partito della Lega nord, e della destra, con le continue campagne sui “maranza”, la costruzione ricorrente di un nemico, sempre uguale a se stesso, sempre razzializzato (cioè trattato secondo stereotipi razziali). Ricordiamo le parole di Vittorio Feltri (“I musulmani sono una razza inferiore, gli sparerei in bocca”) per cui è stato condannato dal tribunale di Torino. Le istituzioni riprendano a fare con responsabilità il proprio dovere. ll cambiamento per una società più giusta deve partire da programmi strutturali ma anche da una politica propagatrice d’odio».

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