Riattivate le zone rosse a Verona: soddisfazione trasversale

Redazione

| 17/12/2025
Piazzale della stazione Verona Porta Nuova, piazza Pradaval e la novità di via dei Mutilati. In città tornano fino a metà aprile le zone rosse, con presidi rafforzati delle forze dell’ordine nei punti sensibili.

Sono di nuovo attive da oggi, mercoledì 17 dicembre 2025, al 15 aprile 2026 le cosiddette “zone rosse” a Verona. Si tratta dei presidi rafforzati delle forze dell’ordine in piazzale XXV Aprile (stazione Verona Porta Nuova), piazza Pradaval e in via dei Mutilati. Quest’ultima è una novità decisa dal Prefetto di Verona Demetrio Martino dopo l’esperienza dello scorso inverno.

Il provvedimento del Prefetto comprende quindi tutto il periodo natalizio, con il grande afflusso turistico, e quello delle Olimpiadi e Paralimpiadi, che vedono Verona protagonista per la cerimonia di chiusura delle prime e di apertura delle seconde.

La misura adottata, che sarà oggetto di specifico monitoraggio periodico, si aggiunge ai controlli ad “alto impatto” e ai servizi straordinari e integrati del territorio veronese già in atto.

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Soddisfazione trasversale

La decisione è stata presa nel corso della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto Martino e alla presenza del Presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini e del sindaco di Verona Damiano Tommasi, che ha avuto luogo presso il Palazzo del Governo il 10 dicembre scorso. 

Hanno espresso soddisfazione per il provvedimento sia categorie economiche come Confcommercio Verona, sia esponenti politici come il deputato di Fratelli d’Italia Marco Padovani e l’europarlamentare della Lega Paolo Borchia.

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Zone rosse, cosa sono

Le zone rosse non sono aree di divieto assoluto per la cittadinanza, ma perimetri definiti dai Prefetti (spesso su impulso di direttive del Ministero dell’Interno come quella del dicembre 2024) nei quali le Forze di polizia e la Polizia Locale applicano misure di prevenzione specifiche per allontanare soggetti pericolosi, contrastare il degrado (spaccio, bivacco molesto e occupazione abusiva di spazi pubblici) e garantire il decoro di aree sensibili come stazioni ferroviarie, presidi sanitari, istituti scolastici o siti di pregio storico e culturale.

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Il ministro Piantedosi: «Stiamo valutando di renderlo stabile»

«Le aree urbane sottoposte a vigilanza rafforzata, le cosiddette zone rosse, rientrano in una più ampia strategia volta a garantire la libera e sicura fruibilità degli spazi pubblici e rappresentano uno strumento in più per le Forze di polizia e le Polizie Locali nell’azione quotidiana di prevenzione che viene molto invocata dai cittadini» ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al question time alla Camera dei deputati lo scorso 12 dicembre. A livello nazionale «sul piano operativo, in un anno circa sono state controllate 1 milione e 344 mila persone, con l’adozione di 8.690 provvedimenti di allontanamento a carico di soggetti pericolosi con precedenti penali, di cui oltre il 73% stranieri. E in considerazione dell’elevato grado di efficacia di questo strumento, stiamo valutando di renderlo stabile mediante un’apposita previsione normativa».

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