Eritrea. Patrimonio di un’umanità dimenticata
Un Paese da cui scappa il 12% della popolazione, 5.000 persone al mese. L’Eritrea vive da anni in una realtà difficile. Se ne parlerà con il sacerdote Mussie Zerai martedì 6 marzo.
Terra di meraviglie, ma anche di orrori. L’Eritrea è un Paese dove libertà d’opinione, magistratura e benessere non esistono, eppure la sua capitale, Asmara, è stata dichiarata lo scorso luglio patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. E martedì 6 marzo alle 20.30, nella sala Africa dei missionari comboniani, si dedicherà una serata a questo Paese: Eritrea. Patrimonio di un’umanità dimenticata.
L’Eritrea, prima colonia italiana, vive da 26 anni sotto la dittatura di Isaias Afewerki. Come dichiara don Mussie Zerai, relatore della serata, è stata decretata la chiusura di cinque cliniche cattoliche in pochi mesi, mentre ad Asmara è stato chiuso il seminario minore che serviva la diocesi e le congregazioni religiose. Un gesto di oppressione che vieta l’influenza sulla società delle istituzioni religiose e, in particolare, della Chiesa cattolica.
L’evento, che rientra nella rassegna Martedì del mondo, tratterà quindi della triste situazione in cui versa l’Eritrea grazie alle testimonianze del sacerdote Mussie Zerai, punto di riferimento per migliaia di giovani, candidato al Nobel per la pace nel 2015 e fondatore e presidente dell’agenzia di informazione Habeshia. A moderare la serata sarò Jessica Cugini, giornalista di Fondazione Nigrizia.
Per informazioni: Fondazione Nigrizia onlus: 045.8092390/ 045.8092271; Centro Missionario diocesano: 045.8033519; Suore Missionarie comboniane: 045.8350424; Cestim: 045.801103.
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