“A Riveder le Stelle”: nel Veronese e nel Vicentino un cantiere educativo per gli adolescenti
Redazione
In Italia è partito un grande cantiere educativo: 38.400 ragazze e ragazzi coinvolti, 12.000 presi in carico, 170 presìdi territoriali attivati o potenziati. Un impegno che attraversa l’intero Paese che si concretizza anche nel territorio delle province di Verona e Vicenza, con i comuni di San Bonifacio, Lonigo, Montecchio Maggiore e Castelgomberto protagonisti di “A Riveder le Stelle”, un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Nei Comuni di San Bonifacio, Lonigo e Montecchio Maggiore stanno nascendo tre nuovi spazi educativi per adolescenti, accompagnati da due équipe multidisciplinari di pedagogisti, psicologi ed educatori. Non semplici aule, non solo luoghi di ritrovo, ma luoghi di incontro, ascolto e crescita, dove socializzare e progettare il proprio futuro. L’iniziativa fa parte di “A Riveder le Stelle”, un percorso educativo coordinato dalla cooperativa sociale Energie Sociali, assieme alla cooperativa sociale Comunità Papa Giovanni XXIII, alla cooperativa Bizzart, ed alla Rete Tante Tinte. Con loro le istituzioni territoriali e le associazioni locali. A livello nazionale si tratta di un vero e proprio cantiere educativoper il benessere psicologico nelle fasce più fragili della popolazione giovanile.
Il progetto nasce dall’esperienza drammatica degli ultimi anni: i ragazzi hanno vissuto isolamenti e privazioni durante la pandemia; molti portano ancora ferite visibili, tra cui ansia, solitudine o fragilità legate a dipendenze. Ma questa generazione è anche portatrice di un grande potenziale: saranno gli insegnanti, i genitori, gli innovatori di domani, in grado di costruire ponti tra culture e generazioni. Investire sui giovani significa non lasciare indietro nessuno e preparare comunità più forti e coese, capaci di affrontare il futuro: questa convinzione guida il lavoro di tutti i partner coinvolti.
Una comunità educante come metodo
L’elemento distintivo del progetto “A Riveder le Stelle” è l’approccio della comunità educante: un’alleanza stabile tra Comuni, scuole, servizi sanitari e sociali, terzo settore, famiglie e ragazzi. Questo modello si basa sulla collaborazione permanente per intercettare i bisogni dei giovani in ogni contesto. Così si realizzano attività aperte e inclusive – laboratori creativi, spazi di studio, iniziative culturali e sportive – e allo stesso tempo si offrono percorsi personalizzati di ascolto e sostegno per chi vive momenti di fragilità. Tutti i soggetti coinvolti condividono regole, tempi e risorse, affinché ciascuno sappia come collaborare al meglio. L’obiettivo è trasformare queste azioni in un patrimonio stabile, non semplici progetti isolati: un tessuto duraturo che accompagni i giovani lungo tutto il loro percorso di crescita.
«Non è un progetto aggiuntivo, ma un nuovo modo di fare educazione – dichiara Manuela Tabarini di Energie Sociali –. Abbiamo voluto creare spazi che agiscano come catalizzatori di energie positive e opportunità, dove ogni ragazzo possa vedere di nuovo le stelle del proprio futuro».
Territori di confine al centro
I Comuni non sono semplici spettatori, ma autentici attori educanti. San Bonifacio svolge il ruolo di comune capofila territoriale, mentre tutti i partner hanno firmato protocolli di partenariato che assicurano la continuità del progetto. Nei pressi di scuole, e nei quartieri di questi territori stanno in questi giorni diventando operativi tre presìdi educativi, gestiti da équipe multi-professionali. È qui che i ragazzi potranno partecipare alle proposte attivate nei presidi, quali laboratori creativi, attività sportive, corsi di studio o semplicemente per trovarsi con i coetanei in un ambiente protetto, o ancora per trovare degli adulti che ascoltano e disponibili al confronto. Ci saranno anche attività rivolte al sostegno educativo genitoriale e gruppi a loro dedicati.
«Con questo progetto rafforziamo un impegno concreto verso i nostri ragazzi – sottolinea l’assessore ai servizi sociali del Comune di San Bonifacio, Debora Marzotto –. Vogliamo offrire loro spazi sicuri e stimolanti, capaci di accogliere i loro bisogni e di far emergere i loro talenti. Crediamo che investire in educazione significhi costruire comunità più forti e inclusive, e San Bonifacio intende essere in prima linea in questo percorso di crescita condivisa».
«Riteniamo che questa iniziativa sia molto utile per creare nuove opportunità di crescita e condivisione per i ragazzi che parteciperanno attivamente alle proposte del presidio educativo istituito presso l’I.I.S. “Rosselli Sartori” di Lonigo – evidenzia l’assessore ai servizi sociali del comune di Lonigo, Sandra de Marzi – . Abbiamo apprezzato molto la disponibilità alla collaborazione da parte delle scuole del nostro territorio con le quali è stato organizzato un apposito incontro conoscitivo sul progetto».
«I nostri ragazzi stanno vivendo un periodo complesso, segnato da fragilità, solitudini e nuove sfide che richiedono un intervento concreto – dichiara l’assessore alle politiche sociali del Comune di Montecchio Maggiore, Elisa Maule. -Questo progetto intende offrire uno spazio di supporto, un “porto sicuro”, ma anche un contesto di crescita, in cui i giovani possano sperimentare relazioni positive, allenare le proprie capacità e rafforzare la fiducia in sé stessi, diventando protagonisti attivi della comunità in cui vivono».
Una rete di partner
“A Riveder le Stelle”nasce da un’alleanza ampia e consolidata. Oltre ad Energie Sociali, capofila del progetto, ed ai partner operativi di progetto – la cooperativa CPG23, la cooperativa Bizzart e la rete Tante Tinte -che hanno promosso il progetto in tutti i territori interessati negli ultimi 5 mesi, si rileva la presenza dei servizi socio-sanitari locali (ULSS 9 Scaligera e ULSS 8 Berica) e alla cooperazione dei Comuni partner. Vi partecipano inoltre la Fondazione San Gaetano di San Bonifacio e l’Istituto di Istruzione Superiore Sartori- Rosselli di Lonigo, insieme a numerose famiglie e scuole locali. Questa collaborazione dimostra che la povertà educativa si combatte solo facendo rete tra pubblico e privato e valorizzando ogni risorsa disponibile.
Il progetto “A Riveder le Stelle” è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.
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