Fondazione Bentegodi, secondo Dalai sulle dimissioni di Pasetto si può ancora trattare

di Alessandro Bonfante

| 12/12/2025
Il presidente della Prima Circoscrizione interviene come mediatore prima che Pasetto formalizzi le dimissioni da presidente. Lui chiarisce: «Non sono iscritto a Verona Domani».

Preoccupato per l’inattesa evoluzione degli eventi che riguardano la Fondazione Bentegodi, con le dimissioni annunciate dal presidente Giorgio Pasetto, sul tema è intervenuto il presidente della Prima Circoscrizione Lorenzo Dalai. Anche come mediatore fra Comune di Verona e Pasetto, per tentare una ricomposizione della diatriba.

L’attuale sede della Fondazione Bentegodi, la cui inadeguatezza è il principale tema di discussione, si trova infatti nel territorio della Prima. Fra i due, Dalai e Pasetto, c’è inoltre una lunga vicinanza politica e personale.

Del tentativo di mediazione il presidente Dalai ha preventivamente informato il sindaco Damiano Tommasi, al fine di cercare una via d’uscita capace di evitare fratture dannose per tutti.

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Dopo un colloquio «franco e costruttivo» tra Dalai e Pasetto, «si è recuperato un clima di disponibilità, nella direzione di una ricomposizione del dissidio, che era stato ingenerato anche dai toni utilizzati da alcuni consiglieri comunali che evidentemente non conoscono il detto che la Politica è l’arte del possibile…» spiega lo stesso Dalai. «Pasetto si è detto disponibile a considerare di non formalizzare le dimissioni, a fronte di un chiaro e preciso impegno dell’amministrazione, secondo una tempistica trasparente, a trovare una collocazione più adeguata alle molteplici attività della Fondazione Bentegodi e ad una maggior considerazione del ruolo civico della fondazione nella vita pubblica cittadina».

Lo stesso Giorgio Pasetto nelle scorse ore si era tolto un sassolino dalla scarpa: «Accolgo positivamente la presa di posizione del gruppo politico Traguardi, che nei fatti smentisce le precedenti affermazioni del proprio esponente Trincanato, presidente della Commissione Urbanistica, riconoscendo che la nuova sede della Fondazione Bentegodi rientra tra le priorità di questa amministrazione comunale».

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Inoltre, in seguito a voci e ricostruzioni circolate, Pasetto – che poco meno di un anno fa era uscito da Più Europa – chiarisce: «Non sono iscritto al movimento Verona Domani, questo è facilmente verificabile, ogni tentativo di attribuirmi appartenenze che non mi competono è quindi strumentale».

Tornando alla Fondazione Bentegodi e all’adeguamento della sede, Pasetto aggiunge: «Se fino a ieri il tema veniva eluso o trattato in modo generico, oggi, emerge finalmente una volontà politica esplicita. È la dimostrazione che un gesto netto era necessario per rompere l’ambiguità e ottenere risposte chiare. Ora servono atti conseguenti: la definizione di una road map precisa, con tempi e responsabilità».

Dalai riassume: «A Sindaco e Giunta, in piena autonomia, spetterà ovviamente la scelta di una possibile nuova destinazione d’uso per l’attuale sede. Pasetto, come è sempre stato, ha confermato la sua disponibilità al dialogo e il suo impegno nell’interesse della fondazione Bentegodi».

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