Sciopero generale, venerdì nero per trasporti e scuole: mobilitazioni anche a Verona
di Redazione
Una giornata di sciopero generale e di diffusi disagi in tutta Italia quella proclamata dalla Cgil contro la Manovra di Bilancio 2026, definita dal sindacato «ingiusta» e distante dalle esigenze di lavoratori e famiglie. L’astensione dal lavoro riguarda tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata, con manifestazioni e presìdi organizzati in tutte le regioni, dal Nord al Sud del Paese, Veneto compreso.
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Trasporti e servizi a rischio per l’intera giornata
Lo sciopero coinvolge fabbriche, scuole, sanità e trasporti, con alcune eccezioni. Il trasporto aereo è escluso dalla mobilitazione, essendo già previsto uno stop per il 17 dicembre, così come il personale Atac di Roma, già interessato da una precedente protesta. Nel trasporto pubblico locale, bus, metro e tram si fermano per 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia stabilite. Per il trasporto ferroviario, lo stop del personale è in vigore dalla mezzanotte fino alle 21, con treni a lunga percorrenza garantiti e servizi regionali assicurati nelle fasce 6-9 e 18-21.
Al termine delle fasce di garanzia della mattinata si segnalano cancellazioni e rallentamenti in diverse città italiane, con ripercussioni soprattutto per pendolari e studenti. Anche in Veneto e nel territorio veronese la giornata è segnata da possibili disagi nei collegamenti ferroviari e nei servizi pubblici, oltre alla partecipazione di lavoratori e lavoratrici alle iniziative sindacali previste sul territorio. Scuole e strutture sanitarie restano operative garantendo i servizi essenziali, pur con possibili riduzioni delle attività non urgenti.
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Le manifestazioni e le parole di Landini
Il centro della mobilitazione è nelle piazze. A Firenze il segretario generale Maurizio Landini partecipa al corteo principale e afferma: «C’è un Paese che chiede un cambio di rotta e non si rassegna all’idea che le disuguaglianze siano inevitabili». Secondo Landini, la protesta rappresenta lavoratori, pensionati e studenti che faticano ad arrivare a fine mese e che «non trovano nella legge di bilancio risposte adeguate ai loro bisogni».
Il leader della Cgil ribadisce la necessità di investire nel lavoro stabile e sicuro, di rafforzare sanità e istruzione pubblica e di intervenire su una riforma fiscale più equa, capace di riequilibrare il peso della tassazione tra redditi da lavoro e rendite. Una mobilitazione che, sottolinea il sindacato, non si esaurisce con la giornata di oggi ma punta a mantenere alta l’attenzione su salari, precarietà e costo della vita.
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