Verona accelera sulla sanità green: meno gas anestetici, energia sostenibile e mobilità virtuosa

Redazione

| 29/11/2025
Durante il convegno di oggi, l'Azienda Ospedaliera di Verona ha presentato le cinque pratiche per un’“anestesia green”, insieme ai progetti di trigenerazione, mobilità sostenibile e formazione

Sono cinque le buone pratiche che in sala operatoria qualificano un “ospedale green” e che limitano l’impatto ambientale. Il settore ospedaliero – in particolare l’ambito chirurgico e l’area intensiva – rappresenta una delle principali fonti di emissioni proprio relativamente alle anestesie. L’impegno Aoui per limitare la “Carbon footprint” è già partito e in linea con le cinque raccomandazioni nazionali sull’anestesia green promosse dalla SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia e Terapia Intensiva).        

LEGGI LE ULTIME NEWS

Dall’1 gennaio anche le sale operatorie di Borgo Trento e Borgo Roma limiteranno l’uso di Desflurano, un gas anestetico altamente inquinante, che verrà usato solo ai pochissimi casi selezionati dai medici. Inoltre, le pratiche cliniche più avanzate già attive stanno limitando i gas a favore dell’anestesia endovenosa e locoregionale, mantenendo elevati gli standard di cura. La terza azione riguarda la raccolta differenziata e l’uso limitato di materiali monouso, utilizzo senza spreco dei gas anestetici e infine favorire la consapevolezza degli anestesisti al cambiamento culturale verso la sostenibilità ambientale. 

Il Dipartimento Emergenza e Terapie intensive, diretto dal prof Enrico Polati, è particolarmente attento a questi temi con il dott Simone Priolo, anestesista, che ha contribuito alla stesura di queste 5 raccomandazioni per la campagna nazionale di Choosing wisely Italy con il motto è “fare di più non significa fare meglio”. Priolo parteciperà inoltre alla traduzione del manuale della Green check list strumento nato per favorire le pratiche green in sala operatoria, in collaborazione con il Centre for Sustainable Healthcare Italy (CSH Italy).

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

La seconda edizione del convegno

Di tutto questo si è parlato oggi durante il convegno, che per il secondo anno ha portato nell’aula De Sandre di Borgo Roma i top player degli ospedali green. Erano presenti la Magnifica Rettrice dell’Università di Verona Chiara Leardini, il presidente della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Verona Giuseppe Lippi. 

Focus 2025 è stata: “La sostenibilità ambientale ospedaliera: l’ospedale, la sala operatoria e la terapia intensiva”. Tre i filoni principali della giornata: organizzazione, tecnica e management ospedaliero; Sostenibilità e sicurezza nel perioperatorio: professionisti, pratiche cliniche e tecnologie; Dalla visione europea alla pratica clinica: sostenibilità e appropriatezza in anestesia, terapia intensiva e chirurgia robotica. 

Altre azioni green negli ospedali veronesi

Meno CO2 anche nella produzione di energia. La produzione combinata di energia elettrica, vapore e acqua refrigerata qualifica Borgo Trento e Borgo Roma come ospedali green. Nelle due centrali di trigenerazione a Borgo Trento (visibili dal lungadige) e una di cogenerazione a Borgo Roma producono 38 milioni di KWh l’anno pari al consumo di 14 mila famiglie. Si tratta di energia verde perché dal ciclo di produzione viene riutilizzato tutto, la trigenerazione in Aoui evita l’immissione di 4.200 tonnellate di CO2 pari all’assorbimento di 120 mila alberi.

L’utilizzo ottimizzato dell’energia e la riduzione del combustibile fossile hanno generato “Titoli di Efficienza Energetica”, che certificano il risparmio di energia, la vendita di questi Titoli nel Mercato dei Gestori Energetici ha prodotto per Aoui un ricavo di 849.000 euro.

Mobilità sostenibile dei dipendenti. Per incentivare le buone pratiche è stato istituito un premio “Al lavoro si va in bici, Aoui incoraggia chi pedala”, che ogni anno riconosce i dipendenti più virtuosi che sono in costante aumento. Inoltre,  è stato somministrato il questionario che servirà al Mobility manager Aoui per stilare il Piano degli spostamenti Casa-lavoro. Sulla base dei dati raccolti, si valuteranno proposte e misure per ridurre l’uso del veicolo privato a favore di alternative come il trasporto pubblico e la mobilità ciclistica.

AOUI Verona ciclisti del lavoro
Da sinistra: Zarola, Borin, Solidoro, Mirandola, Mori, Lollato, Marchi, Strenghetto, Resp. Pol Staz Verona, Casellato, Cantamessa, Cavallo, Zumkeller, Priolo, Rossi, Carab Reggio, Pol di Verona, Girelli, Lorenzi, Bravi, Guilarte

Prof.ssa Chiara Leardini, Rettrice Univr: «La sanità green è una leva per il benessere collettivo e formare professionisti che abbiano a cuore non solo la salute del singolo paziente, ma anche quella della collettività e del pianeta è la missione del nostro ateneo. Incontri come questo sono fondamentali perché dimostrano che la comunità scientifica è pronta a raccogliere questa sfida, con competenza, responsabilità e quella visione di futuro che il nostro Paese si aspetta da noi. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che nessuna professione, da sola, può vincere questa sfida. Servono alleanze trasversali: tra clinici e amministratori, tra ricerca e industria, tra università e professionisti sul campo. L’Università ha il dovere di promuovere questa contaminazione. È con questo spirito che abbiamo promosso la nascita del Loop Research Center, del dipartimento di Management, un hub per una ricerca legata alla sostenibilità ambientale capace di far incontrare ricerca ed enti pubblici e privati del territorio. Le evidenze della ricerca dimostrano la centralità dei manager che può fare la differenza in Sanità green e in particolare la figura dei middle manager che possono fare la differenza in questo contesto come principali promotori delle pratiche green».

Rettrice Chiara Leardini
Rettrice Chiara Leardini

Prof Polati, direttore Dipartimento Emergenza e Terapie intensive e Uoc Anestesia e Rianimazione B: «La lotta al cambiamento climatico e la salvaguardia del pianeta rappresentano oggi sfide globali non più rinunciabili. Il settore ospedaliero, e in particolare gli ambiti chirurgici e l’area intensiva, rappresentano una delle principali fonti di emissioni di gas serra. Medici ed infermieri, unitamente alle direzioni strategiche dei nostri ospedali, sono oggi chiamati anche ad una consapevolezza ambientale con scelte cliniche ed organizzative appropriate. Un esempio: la somministrazione di paracetamolo endovena o per bocca è assolutamente equivalente per il paziente, ma con 1 g di paracetamolo endovena contribuisco all’emissione di 628 gr di CO2 rispetto ai 38 gr di CO2 se lo somministro per via orale.
Se noi implementiamo la telemedicina riduciamo la mobilità dei pazienti per le visite di controllo ad esempio ed anche questo ha un importante impatto ambientale». 

Dott Priolo, anestesista: «La sostenibilità ambientale non è un obiettivo accessorio: è parte integrante della qualità delle cure e del nostro generale impegno per mantenere in salute la comunità. In Aoui l’impegno di ‘ospedale green’ è sempre più concreto e indirizzato alla trasformazione ecologica delle attività cliniche. In generale, il settore sanitario ha un impronta di carbonio corrispondente a quasi il 5% delle emissioni di gas serra globali, per questo è importante continuare ad occuparsene anche attraverso il convegno annuale che misura l’avanzamento dei nostri progressi. Buona parte del lavoro, consiste, infatti anche nel cambiamento culturale che va favorito fra gli operatori sanitari».

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!