La Provincia di Verona cambia destinazione a 35 milioni dell’A22 fermi da 20 anni

Redazione

| 27/11/2025
I fondi dell’Autostrada del Brennero erano accantonati dal 2004 per realizzare la “Nuova Mediana”. Nel frattempo i costi sono lievitati. L’Ente ha deciso di spostarli sul riassetto della viabilità fra il casello di Nogarole Rocca e Trevenzuolo.

Il Consiglio Provinciale di Verona, riunitosi ieri pomeriggio, mercoledì 26 novembre, ha infatti approvato all’unanimità lo schema di atto aggiuntivo per l’accordo di programma con Autostrada del Brennero, finalizzato all’utilizzo dei 35 milioni di euro di contributo stanziato da quest’ultima per l’ente scaligero nella convenzione per l’esercizio dell’infrastruttura del 2004.

Il documento stabilisce che i fondi a disposizione, prima inseriti nel ‘capitolo Nuova Mediana’, vengano impiegati per il riassetto della rete viabilistica esistente, nel tratto compreso tra il casello di Nogarole Rocca e il comune di Trevenzuolo, al fine di superare le gravi criticità per la sicurezza stradale dovute all’incremento del traffico pesante in attraversamento dei centri abitati.

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A margine della seduta, il Presidente Flavio Pasini ha evidenziato come «il nuovo accordo, che per essere valido dovrà vedere la sottoscrizione anche da parte di Autostrada del Brennero e trovare il parere positivo del Ministero, vuole risolvere di fatto una situazione di grave disagio e pericolo dovuta al crescente traffico attorno al casello di Nogarole, lungo una viabilità non più adeguata allo sviluppo a cui si è assistito negli anni e al conseguente passaggio di migliaia di mezzi pesanti, anche nei centri abitati».

Ha poi sottolineato il Presidente: «Di fatto questa cifra, mai utilizzata, potrebbe probabilmente sostenere appena tre o quattro chilometri del progetto della Nuova Mediana tra l’A22 e l’A4, passando per la SS434. Alla disponibilità finanziaria odierna corrisponderebbe, quindi, un tratto di lunghezza irrisoria. Inoltre, questa annosa attesa di altri fondi derivanti dalla nuova concessione, che ricordo ad oggi non esiste ancora, ha eroso il potere di realizzazione, in termini chilometrici, del contributo: rispetto a dieci anni fa, ora costruire un chilometro di strada potrebbe costare quasi il doppio».

Quindi, spiega Pasini: «La politica del ‘buon padre di famiglia’ non è restare in attesa mentre un patrimonio finanziario, che appartiene ai cittadini veronesi, rischia di svalutarsi ulteriormente in questo modo. Il Consiglio Provinciale, con questa delibera, ha voluto dunque affermare di preferire soluzioni per le comunità, perfettamente in linea con la logica delle opere di miglioramento della rete stradale verso l’accesso dell’autostrada, rispetto a un’ennesima dichiarazione di intenti che prolungherebbe un’inerzia operativa non più sostenibile. Sia ben chiaro: la nuova Mediana resta un’idea valida e viene mantenuta in programma, ma i costi presumibili per quell’opera richiedono di ricercare i fondi su canali ben diversi».

Flavio Pasini - Presidente Provincia di Verona
Flavio Pasini, Presidente Provincia di Verona

L’atto aggiuntivo discusso in Consiglio prevedrebbe diversi interventi lungo le provinciali che portano dal casello di Nogarole Rocca verso Trevenzuolo:

  • la circonvallazione di Bagnolo,
  • il successivo allargamento della Sp 3 verso Trevenzuolo,
  • la demolizione del cavalcavia tra la stessa Sp 3 e la Sp 25 (sostituito da una rotonda),
  • un secondo bypass per il centro abitato di Trevenzuolo,
  • l’adeguamento di un primo tratto della provinciale 50B in direzione di Isola della Scala.

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Altri voti del consiglio

Il Consiglio ha poi approvato una delibera per alcuni lavori di somma urgenza, già terminati in questi giorni, all’istituto Berti di Verona. Gli interventi, avviati in seguito a una perizia che ha evidenziato il rischio di distacco di alcune porzioni di intonaco dai solai, hanno previsto la posa di lastre e reti di consolidamento, per una somma totale di 520mila euro.

Infine, nella seduta di ieri, è stata approvata all’unanimità una mozione, promossa dal Consigliere Alberto Mazzurana, per richiedere una legge nazionale che metta al bando la produzione, l’utilizzo e la commercializzazione dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) in Italia, relegando il loro uso esclusivamente ad attività indispensabili.

La mozione prende atto, come ha già fatto buona parte delle Amministrazioni Locali veronesi, dei pericoli rappresentati dai PFAS a causa della loro persistenza nell’ambiente e degli effetti nocivi sulla salute. Il documento, inoltre, invita ad azioni più puntuali e continue di monitoraggio, bonifica e tutela della salute pubblica.

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