Sclerosi Multipla: videogiochi interattivi e solette con sensori per la cura

Redazione

| 27/11/2025
A Neurologia B di Borgo Roma videogame, solette sensorizzate e IA per la risonanza permettono un monitoraggio continuo e personalizzato dei pazienti con Sclerosi Multipla. Le innovazioni, presentate dal prof. Calabrese, migliorano diagnosi precoce, terapia e qualità di vita.

Videogame interattivi, solette con sensori e risonanza magnetica con intelligenza artificiale. È con queste innovazioni che a Neurologia B di Borgo Roma si cura la Sclerosi Multipla. Il prof Massimiliano Calabrese è lo specialista che coordina un team multidisciplinare, con il quale ha realizzato le novità di cura per una patologia diffusa che colpisce prioritariamente le giovani donne. Siccome nell’85% dei casi i pazienti vengono da fuori Verona, era necessario un sistema di telemedicina che a distanza fornisse in tempo reale al medico i valori cognitivi e di movimento del paziente.  Questa malattia rappresenta una delle cause più frequenti di disabilità nel giovane adulto.

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Videogame per le funzioni cognitive

Il primo progetto tecnologico realizzato in Aoui è il videogame interattivo, con il quale il paziente si diverte ma allo stesso tempo informa il suo medico sull’andamento della patologia. La piattaforma digitale interattiva monitora in modo continuo e coinvolgente le funzioni cognitive dei pazienti (memoria, concentrazione, tempo di reazione), trasformando il gioco in uno strumento clinico fondamentale per la telemedicina. Il paziente più gioca, più il videogame rileva le eventuali anomalie: se i punteggi calano rispetto alla precedente valutazione avvisa il clinico che è informato anche a distanza sulla condizione. Si tratta di un flusso continuo di dati che non sarebbe possibile avere attraverso le sole visite ambulatoriali, in questo modo il medico può eventualmente suggerire in tempo reale una terapia più appropriata. I risultati del progetto sono già stati pubblicati su due riviste internazionali. 

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Le solette per la camminata

Un altro punto fondamentale da monitorare nei pazienti è la deambulazione. L’ambulatorio non ha sufficiente spazio per far camminare il paziente a lungo, per cui il team del prof Calabrese ha elaborato delle solette innovative. Questi dispositivi rappresentano una nuova frontiera della telemetria applicata alla Sclerosi multipla. I sensori integrati nelle solette elettroniche permettono di raccogliere in tempo reale parametri sulla deambulazione, favorendo un follow-up motorio remoto, oggettivo e personalizzato. I dati arrivano direttamente al clinico che può verificare se c’è un peggioramento nella deambulazione. Sono diversi i fattori analizzati. Ogni volta che il paziente cammina vengono raccolti i dati su quello che succede nelle gambe e nei piedi, analizzando il tempo di volo dei piedi, dove e come avviene l’appoggio del peso. Tutte informazioni che non verrebbero raccolte in maniera così puntuale attraverso il solo racconto del paziente durante la visita periodica.

Le altre innovazioni tecnologiche

La combinazione tra algoritmi di IA e tecniche avanzate di imaging della risonanza magnetica può rivoluzionare la diagnosi precoce e il monitoraggio della progressione della malattia, migliorando l’interpretazione dei dati e la precisione terapeutica. Fra le attività cliniche e di ricerca attive in Aoui, ci sono anche la biobanca per la medicina personalizzata e i nuovi farmaci come gli inibitori della BTK e i rimielinizzanti che riparano la guaina dei nervi danneggiata dalla reazione autoimmune della malattia.

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Un meeting a misura di paziente

Tutte queste novità sono state illustrate lo scorso 17 novembre, nell’aula De Sandre al policlinico di Borgo Roma, durante l’incontro scientifico che il prof Calabrese, ha organizzato espressamente per aggiornare i pazienti. Delle 700 richieste di partecipazione, solo 250 sono state accolte per la capienza della sala e verrà organizzata una seconda edizione del meeting a breve. 

“La Sclerosi Multipla 2026: le frontiere della ricerca e della cura”, con clinici, ricercatori, pazienti e caregiver, si è aperto con i saluti del direttore generale Aoui Callisto Marco Bravi e del prof. Pier Manuel Ferraro, referente per la Ricerca clinica e la persona dell’Università di Verona, L’evento è nato dalla collaborazione tra il Centro Regionale ad alta Specializzazione per la Sclerosi Multipla di Aoui e l’associazione Insieme per la Sclerosi Multipla. 

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Il Centro Sclerosi multipla Aoui

Coordinato dal prof Massimiliano Calabrese, il Centro è all’interno della Neurologia B, diretta dal prof Michele Tinazzi. È Centro di riferimento regionale e ha ambulatori e posti letto di degenza a Borgo Roma. Sono duemila i pazienti presi in carico, al ritmo di 200 nuovi pazienti l’anno, di questi il 15% viene dalla provincia di Verona, il 45% dal Veneto e il restante 40% da fuori regione. Oltre alla qualità della cura e all’innovazione tecnologica, il Centro vanta una eccellente organizzazione amministrativa capace di concentrare nella stessa giornata la visita, i test della memoria, i prelievi e gli esami radiologici. Per i pazienti che vengono da lontano è un servizio in più che viene garantito da Aoui.  

SM: numeri, fattori di rischio, cura

La sclerosi multipla è una patologia neurodegenerativa e autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale, danneggiando la mielina, che consente la corretta trasmissione degli impulsi elettrici. Si tratta di una patologia estremamente diffusa: in Italia interessa oltre 135mila persone, in Veneto ha una prevalenza di oltre 180 casi ogni 100 mila abitanti. Colpisce prevalentemente giovani adulti, in particolare le donne, con un rapporto femmine-maschi di 3 a 1 e un’età d’esordio compresa tra i 20 e i 35 anni.

Tra i fattori che contribuiscono a scatenarla c’è una componente genetica, seppur minoritaria (il rischio di avere la SM con un parente di primo grado affetto è di circa il 3-5%); la componente ormonale è molto rilevante infatti le giovani donne vengono colpite molto di più. Tra gli altri fattori di rischio c’è inoltre una componente ambientale: inquinamento, bassi livelli di vitamina D ed ovviamente le infezioni virali. La lesione cerebrale che causa la SM non può essere guarita ma, con una diagnosi precoce e una terapia personalizzata, si può fermare lo sviluppo della patologia e limitare in maniera considerevole l’accumulo di disabilità. 

Prof. Massimiliano Calabrese: «Questo è un meeting dedicato ai pazienti per spiegare in modo semplice quali sono le innovazioni della cura. Il coinvolgimento del paziente è fondamentale per ottenere risultati migliori, sia nella diagnosi sia nella prognosi e nelle terapie. Ciò che ci sta più a cuore è poter monitorare il paziente anche quando è lontano dall’ospedale, dove viene visto due volte l’anno. Con il monitoraggio a distanza seguirlo ogni giorno, con dati oggettivi per capire ad esempio se il paziente sta peggiorando dal punto di vista cognitivo. Pensiamo alla memoria, all’attenzione, alla concentrazione: sono aspetti difficili da valutare solo durante la visita in ambulatorio. La sclerosi multipla è la seconda causa di disabilità nel giovane adulto, per cui richiede un impegno costante per essere contrastata. Oggi, grazie alle terapie disponibili e soprattutto a una diagnosi precoce, siamo in grado di rallentare e addirittura fermare la malattia, ma è fondamentale intervenire quando il paziente è ancora in buone condizioni cliniche e non quando il danno è già avanzato».

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