Piccinini, Andreoli e Casali fuori dal consiglio regionale del Veneto
di Alessandro Bonfante
Sono tanti gli esclusi eccellenti dal Consiglio regionale del Veneto che si sta formando in queste ore. Dalle indicazioni – ancora non definitive – sui risultati in provincia di Verona ci sono però alcuni verdetti significativi.
Fratelli d’Italia schierava nel Veronese ben tre consiglieri regionali uscenti: Stefano Casali, Marco Andreoli e Tomas Piccinini. Tutti e tre resteranno fuori dal consiglio.
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Non solo: sono anche fra i meno votati. Più in basso di loro solo la consigliera comunale di Cologna Veneta Laura Branco.
| Candidato/a Fratelli d’Italia | Preferenze provincia di Verona |
|---|---|
| RUZZA DIEGO | 8603 |
| LESO ANNA | 7782 |
| BARBERA CLAUDIA | 6632 |
| DI MICHELE DAVID | 5496 |
| CUBICO SERENA | 4699 |
| PICCININI TOMAS | 3966 |
| CASALI STEFANO | 3706 |
| ANDREOLI MARCO | 3219 |
| BRANCO LAURA | 674 |
Per Fratelli d’Italia due eletti nel Veronese: Diego Ruzza, sostenuto dall’europarlamentare Daniele Polato, e Anna Leso, seconda della lista, candidata con FdI in quota Verona Domani. La lista civica di centrodestra guidata da Matteo Gasparato fa così la voce grossa anche in Regione e nei confronti degli alleati di centrodestra veronesi.
Ma fa la voce grossa nel partito anche Polato, che sosteneva appunto Ruzza e anche la terza classificata, l’assessora di Villafranca di Verona Claudia Barbera. In caso di un possibile ruolo in giunta per Ruzza, a sostituirlo in consiglio regionale sarebbe proprio lei.
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Escluso dalla partita David Di Michele, vicesindaco di Lavagno e vicepresidente della Provincia di Verona, nonché oggetto di un servizio di Report nelle scorse settimane, sostenuto invece dal coordinatore provinciale del partito, il deputato Ciro Maschio. Esclusa anche Serena Cubico, ex sindaca di Ferrara di Monte Baldo, attuale membro del Consiglio di Indirizzo di Fondazione Arena di Verona (per nomina ministeriale) e sostenuta dall’ex assessore Massimo Giorgetti.
Ancora più indietro i tre uscenti Casali, Piccinini e Andreoli. Il primo, ex vicesindaco di Verona, era stato a sua volta oggetto del servizio di Report e in passato era vicino a Verona Domani (il gruppo civico alleato a FdI), ma poi rientrato senza sfumature nel partito.
Andreoli e Piccinini pagano probabilmente un passaggio in corsa a Fratelli d’Italia. Andreoli era fino a pochi mesi fa esponente della Lega, ma ad aprile scorso fece il salto verso i Meloniani, da consigliere in carica del Carroccio e presidente della Commissione Agricoltura.
Tomas Piccinini invece ha svolto tutto il mandato da consigliere della “Lista Veneta Autonomia“, di cui era l’unico eletto nel 2020. All’ultimo minuto era stato inserito nella lista di Fratelli d’Italia, in ballottaggio sul filo del rasoio con Massimo Giorgetti, rimasto quindi escluso, che è vicecoordinatore regionale e aveva già iniziato la campagna elettorale. Forse ora avrà qualcosa da lamentare con il suo partito, visto che la sua alleata Cubico ha conquistato 700 preferenze in più di Piccinini.
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