A Castel d’Azzano la “Virgo Fidelis” dei Carabinieri: «Riflessione e gratitudine»
Redazione
Questa mattina, venerdì 21 novembre, l’Arma dei Carabinieri ha celebrato la patrona “Virgo Fidelis”nella Chiesa di Santa Maria Annunziata di Castel d’Azzano. Scelta simbolica per ricordare la tragedia di poche settimane fa, nella quale hanno perso la vita tre militari.
Al rito religioso, celebrato dal Vescovo di Verona Mons. Domenico Pompili, hanno partecipato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Verona, Col. Claudio Papagno, una folta rappresentanza di Carabinieri della Provincia di Verona, Autorità civili e militari di Verona e di Castel D’Azzano.
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L’intervento del colonnello Papagno
In primo luogo, mi sia consentito ringraziare Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Domenico Pompili, per aver celebrato la funzione religiosa appena terminata. Le sue parole hanno riassunto perfettamente l’essenza di noi Carabinieri…il servizio al cittadino e la fedeltà al giuramento prestato.
Da protocollo, ora dovrei porgere i miei più deferenti saluti alle autorità civili, militari e religiose intervenute, che ringrazio sentitamente per la presenza…una presenza che testimonia la vostra salda e continua vicinanza all’Arma Veronese, una vicinanza mai scontata, che si concretizza attraverso la condivisione del medesimo sistema di valori.
Tuttavia, col vostro permesso, vorrei derogare per una volta alle regole del cerimoniale, e rivolgermi prima di tutto a voi, cittadini di Castel d’Azzano, esprimendovi la mia assoluta riconoscenza non solo per essere qui oggi, ma soprattutto per il calore che avete dimostrato, e continuate a dimostrare, ai Carabinieri di Verona dopo i tragici eventi dello scorso 14 ottobre.
Il ricordo di quella fiaccolata, resterà per sempre impresso nel mio cuore, anzi nel cuore di tutti noi.
Estendo poi il mio più caro benvenuto anche a voi, cari colleghi Carabinieri in servizio e in congedo, come all’Associazione Nazionale Carabinieri, ai gentili ospiti e alle nostre care famiglie. Semplicemente grazie per il sostegno che non ci è mai venuto meno, che non ci avete mai fatto mancare.
La celebrazione della nostra Virgo Fidelis ricorda gli eroi della battaglia di Culqualber, ed insieme ad essi, commemora la Giornata dell’Orfano…gli orfani dei nostri caduti…le figlie e i figli dei colleghi scomparsi…sono loro che pagano il prezzo più alto della perdita…a loro e a tutti i familiari dei nostri caduti, ci stringiamo in un forte abbraccio.
Questa giornata è quindi, per sua natura, un momento di riflessione e gratitudine…gratitudine prima di tutto verso la nostra patrona, che dall’alto ci protegge tutti…una protezione di cui abbiamo sicuramente bisogno…gratitudine per voi, donne e uomini dell’Arma, che ogni giorno operate sul territorio veronese con impegno silenzioso e professionale, a garanzia della sicurezza e della legalità…e gratitudine infine alle vostre famiglie, pilastri insostituibili, che con amore e sacrificio supportano la nostra missione.
Ma nella giornata di oggi, oltre a dire grazie, non possiamo però non riflettere…e la nostra riflessione non può che rivolgersi ai nostri caduti, tra le cui schiere, lo scorso 14 ottobre, si sono tragicamente uniti altri 3 eroi…3 servitori dello stato…mariti, padri, figli, compagni, fratelli, che lasciano un vuoto incolmabile in tutti noi.
Tuttavia noi siamo Carabinieri, e non possiamo permetterciil lusso di essere tristi, perché abbiamo un importante lavoro da compiere…ovvero quello di onorare la loro memoria, il loro sacrificio, nelle azioni quotidiane…perché le parole, i monumenti e le cerimonie sono importanti, ma non sufficienti.
Come un collega più anziano, mi rivolgo quindi soprattutto a voi, giovani Carabinieri, citando le parole di uno dei nostri più grandi eroi, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il quale ha detto: “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno per poter guardare negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli, e dire loro che si è fatto il proprio dovere.”
Il primo modo per onorare chi ha dato la vita per gli altri è appunto compiere il proprio dovere ogni giorno, silenziosamente, con la stessa dedizione e responsabilità che i nostri eroi ci hanno dimostrato, con coraggio e determinazione, con l’umanità e la vicinanza al cittadino, alle persone che ci contraddistinguono da oltre 2 secoli.
Onorare i caduti significa trasformare il dolore della perdita in energia positiva, in un impegno che si rinnova ogni giorno per il bene comune. Significa fare in modo che il loro sacrificio non sia stato vano, ma un esempio per il nostro agire…e anche in questo caso, mi vengono in aiuto le parole di un altro eroe italiano, Paolo Borsellino, che nel discorso alla Veglia per Giovanni Falcone, disse “Sono morti tutti per noi, e abbiamo un grosso debito verso di loro e questo debito dobbiamo pagarlo, gioiosamente, continuando la loro opera, facendo il nostro dovere”.
Ricordate sempre questa lezione, miei giovani Carabinieri, ricordiamola tutti noi.
Grazie.
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