Sciopero Ats Ven-27, sindacati in piazza per la «natura pubblica dei servizi sociali»

Redazione

| 17/11/2025
Questa mattina a San Bonifacio la manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la forma giuridica di tipo “economico” scelta per l’ente che dovrà gestire i servizi sociali nell’Est Veronese.

Per la mattinata di oggi, lunedì 17 novembre 2025, era stato indetto lo sciopero contro la prospettata privatizzazione dell’ATS Ven-27 Est Veronese, «una scelta che rischia di compromettere la natura pubblica del servizio e la qualità delle prestazioni rivolte alla cittadinanza» secondo i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Verona.

Lavoratrici e lavoratori del comparto sociale hanno aderito insieme a colleghe provenienti dalle cooperative, presenti a San Bonifacio per manifestare solidarietà e preoccupazione per un processo che secondo i sindacati potrebbe ripercuotersi negativamente su tutto il sistema dei servizi. Alla mobilitazione erano presenti anche cittadini e rappresentanti politici.

LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

Presenti davanti al municipio di San Bonifacio, comune capofila dell’ATS Ven-27 Est Veronese, i rappresentanti sindacali Marco Bognin, Segretario Generale UIL FPL Verona, Valentino Geri, Dirigente FP CGIL. e Giovanni Zanini, Segretario Generale CISL FP Verona.

«La mobilitazione odierna – spiegano i sindacati – nasce dalla volontà di impedire una privatizzazione che potrebbe produrre effetti gravissimi:

  • Rischio di trasformazione dell’ente in una Società di Capitali ai sensi dell’art. 115 del TUEL, con assoggettamento alle sole logiche di mercato.
  • Indebolimento della natura pubblica e sociale dei servizi, che verrebbero gestiti con criteri di profitto e non di tutela della persona.
  • Perdita di garanzie e diritti per il personale, che da pubblico verrebbe trasformato in privato, con peggioramento delle condizioni di lavoro e riduzione delle tutele.
  • Aumento del rischio di frammentazione organizzativa, con conseguente discontinuità del servizio e riduzione della qualità degli interventi.
  • Possibile incremento dei costi per la collettività, in assenza dei meccanismi di controllo tipici della gestione pubblica.
  • Maggiore instabilità per utenti, famiglie e comunità, che potrebbero subire ritardi, minore accessibilità e un indebolimento dei servizi territoriali.
  • Spostamento della governance dal pubblico al privato, con una perdita di controllo democratico su un settore delicato come il welfare locale.

Un messaggio chiaro: i servizi sociali devono restare pubblici!» riportano i sindacati.

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

Che aggiungono: «Come organizzazioni sindacali ribadiamo che non è possibile permettere che un settore così delicato venga privatizzato, mettendo a rischio non solo le lavoratrici e i lavoratori, ma anche i cittadini, che potrebbero subire gli effetti di una gestione orientata al mercato anziché alla tutela della persona».

I sindacati annunciano inoltre che «questa è solo la prima di una serie di iniziative: se non ci saranno novità positive e un cambio di direzione, verranno messe in campo nuove e più incisive azioni di mobilitazione già nelle prossime settimane».

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!