Terapia intensiva neonatale: nel 2024 in Borgo Trento 350 piccoli pazienti
Redazione
Bambini che possono pesare anche meno di 500 grammi, perché nati dalla 23esima settimana, ma in generale i prematuri che non superano il chilo. Sono questi i piccoli pazienti prematuri a cui vengono affidate le cure della Terapia Intensiva Neonatale di Borgo Trento.
Ogni anno un bambino su dieci nasce pretermine, ma i numeri della TIN, diretta dal dotto Renzo Beghini, sono più alti perché il reparto di Verona è l’unico del territorio e accoglie i nati sotto la 34esima settimana anche negli ospedali di Legnago, San Bonifacio, Villafranca, Peschiera e Negrar. Nel 2024 sono stati circa 350 i bambini nati prima del termine, in media uno al giorno.
Sono molte le mamme che ogni giorno, a volte anche per alcuni mesi, frequentano la TIN di Borgo Trento. Per questo motivo, in occasione della Giornata mondiale della prematurità, che ricorre il 17 novembre, al Polo Confortini è stata organizzata una giornata di sensibilizzazione, con medici e infermieri e l’esposizione delle attrezzature: termoculle da trasporto, termoculle chiuse e aperte. Erano presenti anche i genitori che hanno frequentato la Tin con un’esperienza di prematurità dei loro figli.
Terapia intensiva neonatale
Attiva dal 1991, la Terapia intensiva neonatale prende in carico i neonati dalla 23esima settimana di gestazione e con un peso che può essere inferiore anche ai 500 grammi. Qui vengono nutriti e incubati nelle diverse termoculle fino a raggiungere i due kg di peso. Fino al raggiungimento del chilo di peso, i neonati vengono curati in termoculle chiuse e accessibili solo attraverso degli oblò. Una volta raggiunto il peso necessario, vengono spostati nelle termoculle aperte dove la crescita continua ma l’interazione della mamma è più semplice.
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
Croce Bianca
Da 25 anni, la Croce Bianca (associazione di pubblica assistenza volontaria) affianca Aoui e Suem 118 nel Servizio di trasporto emergenze neonatali (Sten) per il trasporto in sicurezza di neonati critici, bisognosi di cure intensive nel più breve tempo possibile, verso un centro hub specializzato per le cure. Il servizio è operativo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, con un team di oltre 250 volontari soccorritori. Tutto è partito dall’esperienza umana, che negli anni si è arricchita grazie alle nuove tecnologie di soccorso che rendono il trasporto sempre più veloce e sicuro. Il servizio si estende anche alla provincia di Vicenza, con équipe di ambulanza formate da un medico neonatologo e un infermiere specializzato del reparto di Borgo Trento.
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
Ambulanze speciali
Le ambulanze adibite al trasporto d’urgenza neonatale hanno all’interno una termoculla montata sulla barella, dotata di un sistema di ammortizzatori per minimizzare i traumi del trasporto. Sono disponibili due culle attrezzate con termoculla, ventilatore, monitoraggio dei parametri vitali ed ecografo portatile. I mezzi vengono cambiati ogni 5 anni, come da accordi, e non devono superare un chilometraggio di 250mila km. Al momento la flotta del Suem 118 di Verona dispone di due ambulanze con termoculle che sono sufficienti per coprire le emergenze.
Renzo Beghini, direttore Uoc Terapia Intensiva Neonatale: «Siamo il centro di riferimento provinciale e regionale per tutte le gravidanze a rischio, per questo la Giornata Mondiale della Prematurità è per noi una ricorrenza importante da celebrare con i nostri piccolissimi. Ricoveriamo circa 350 bambini l’anno, nati prima del termine, quindi prima delle 37 settimane di età gestazionale. Il nostro compito è di dare a questi bambini la speranza di completare, al di fuori dell’utero materno, il periodo che purtroppo non hanno potuto portare a termine nella pancia della loro mamma. Utilizziamo strumenti di altissima tecnologia: macchine che aiutano a respirare, cateteri ultrafini per nutrirli direttamente in vena e tutta una serie di accorgimenti che permettono di proseguire la vita fuori dall’utero ma che fortunatamente nella maggior parte dei casi consente a questi piccoli di tornare a casa con i loro genitori. Le dimissioni di solito avvengono verso il termine naturale della gravidanza, quindi attorno alle 37-38 settimane».
Sara Sperotto, caposala TIN: «Con queste mamme si crea un rapporto di fiducia reciproca. La loro presenza accanto alla termoculla è molto importante non solo per la nutrizione, per questo si sviluppano legami anche con la nostra équipe che durano nel tempo. Oggi, per festeggiare la Gionata mondiale sono venuti genitori di bambini nati cinque anni fa».
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






