Manildo: «Salvini viene in Veneto a fare passerelle, ma i cantieri reali sono fermi. E Stefani resta zitto»

Redazione

| 17/11/2025
Il candidato del centrosinistra critica il ministro per i ritardi sulle infrastrutture e accusa la Lega di immobilismo. «Cantieri fermi e autonomia rimasta sulla carta. E Stefani resta zitto».

«Salvini torna in Veneto con le solite promesse, ma la verità è che da anni è impegnato più sul Ponte sullo Stretto che nel risolvere le criticità del Nordest. E mentre i cantieri strategici per il Veneto sono fermi o procedono a rilento, il candidato della Lega Alberto Stefani resta in silenzio». Così Giovanni Manildo, candidato presidente del centrosinistra, commenta la visita del ministro.

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«L’Alta velocità è in grave ritardo, la Pedemontana pesa come un macigno sui bilanci regionali, la SFMR è stata dimenticata, e le opere di messa in sicurezza del territorio avanzano con una lentezza inaccettabile. Se Salvini viene in Veneto dovrebbe spiegare perché tutte queste infrastrutture – decisive per la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese – sono bloccate. Bello fare le passerelle, ma noi avremmo voluto sentire risposte».

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L’affondo su Stefani è diretto: «Il candidato governatore della Lega non si è azzardato a chiedere nulla. Da settimane ripete solo la favola di una holding autostradale che genererebbe magicamente miliardi da distribuire a pioggia. È lo stesso schema dell’autonomia: sono passati otto anni dal referendum, trent’anni che governano la Regione, tre che governano il Paese, e non è arrivato nulla. Solo chiacchiere».

«Il Veneto – conclude Manildo – è una terra che si è sempre rimboccata le maniche, ma oggi è in una fase difficile. Avrebbe bisogno di un governo che abbia davvero a cuore questo territorio, non di promesse irrealizzabili e giochi di potere».

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