Verona ottava in Italia per qualità della vita: bene lavoro e sanità ma pesa il nodo sicurezza

Redazione

| 16/11/2025
Nell’indagine 2025 di ItaliaOggi, Verona si conferma tra le prime dieci province grazie a turismo, salute e occupazione, ma resta indietro su ambiente e sicurezza.

Verona si conferma tra le prime dieci province italiane per qualità della vita, classificandosi all’ottavo posto su 107 nell’indagine 2025 realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. La città scaligera perde una posizione rispetto al 2024, ma continua a distinguersi per i risultati ottenuti in ambiti chiave come lavoro, salute e turismo.

Milano in testa, Verona stabile ma in chiaroscuro

Come lo scorso anno, la top ten è dominata da città del Nord, con Milano al primo posto, seguita da Bolzano e Bologna. Verona regge il confronto grazie alla solidità del suo tessuto economico e produttivo, ma mostra segnali di difficoltà in alcune aree, in particolare sicurezza, ambiente e reati, dove la performance scende.

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I punti di forza: lavoro, sanità e turismo

Nella dimensione “Affari e lavoro”, che considera occupazione, presenza di imprese e innovazione, Verona è ottava, pur in calo di cinque posizioni. Ottima la prestazione nella dimensione “Salute”, dove la città si posiziona quinta a livello nazionale, grazie alla dotazione di strutture e servizi ospedalieri. Positivo anche il giudizio su turismo, cultura e intrattenimento, con un brillante sesto posto, che conferma l’attrattività del territorio.

Le criticità: ambiente e sicurezza

Restano però criticità evidenti. Verona è solo 47ª per qualità ambientale, complice un punteggio mediocre in entrambi gli indicatori (positivo e negativo) legati a inquinamento e politiche locali. In ambito reati e sicurezza sociale, la città perde terreno, scendendo al 38° posto. Peggio fanno metropoli come Roma e Milano, ma il dato resta un campanello d’allarme.

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Reddito e istruzione

Sul fronte del reddito, Verona è 11ª e in crescita, anche grazie all’introduzione di nuovi indicatori come il costo medio degli affitti. Più debole il dato relativo a istruzione e formazione, dove la città è 24ª in classifica, con un lieve peggioramento rispetto all’anno precedente.

Popolazione e demografia

Stabile al settimo posto la posizione nella dimensione “Popolazione”, che tiene conto di natalità, età media e altri fattori demografici. Bolzano guida ancora una volta questa classifica, seguita da Trento, Brescia e Milano.

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Un’Italia spaccata in due

Il rapporto 2025 evidenzia nuovamente il divario tra Nord e Sud. Solo L’Aquila, tra le province meridionali e insulari, si colloca tra quelle con qualità della vita accettabile. Caltanissetta, Crotone e Reggio Calabria occupano invece le ultime tre posizioni.

Secondo Marino Longoni, condirettore di ItaliaOggi, “la frattura territoriale si acuisce e il Centro-Nord mostra maggiore capacità di adattamento alle crisi recenti”. Per Attilio Lombardi (Ital Communications), la comunicazione gioca un ruolo cruciale nel coinvolgere i cittadini nelle scelte collettive. Infine, Alessandro Polli (Università La Sapienza) sottolinea come l’edizione 2025 confermi tre trend strutturali: la tenuta delle province del Nord, il crescente disagio nel Sud e la resilienza delle aree metropolitane centro-settentrionali.

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