A Verona Ovest un’alleanza tra 37 Comuni per prevenire e contrastare la violenza di genere
Redazione
Un percorso condiviso unisce i 37 Comuni dell’Ovest veronese nelle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Alcune amministrazioni del comprensorio dedicheranno alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne una serie di appuntamenti aperti alla cittadinanza. Incontri, performance, momenti simbolici e spazi di riflessione si susseguiranno dal 15 al 30 novembre, con l’obiettivo comune di tenere alta l’attenzione su un tema che sempre più interpella istituzioni e comunità.
Il programma
Sona
A Sona il primo appuntamento è fissato per sabato 15 novembre alle 10:30 nella Sala del Consiglio. Qui prenderà forma l’iniziativa “Balla per il Telefono Rosa Verona”, un invito a indossare un dettaglio rosso o fucsia e partecipare a una mattinata di danza aperta a tutti, guidata dalla scuola Marinella Marchiori. L’evento, sostenuto dal Telefono Rosa VR, vuole trasformare il movimento in un gesto collettivo contro la violenza, accompagnato da un’offerta libera destinata alle attività del centro antiviolenza.
Sabato 23 novembre, alle 16, la piazza centrale della Grande Mela Shoppingland ospiterà invece il talk “Ti amo da vivere”, dedicato al tema delle relazioni sane e al ruolo dell’educazione affettiva per figlie e figli. Interverranno la psicologa Mirka Capuano, Irene Gecchele, psicologa e psicoterapeuta del CUAV Chirone, la psicologa Bernadetta Lerco e l’avvocata Emilia Greco, presidente del Telefono Rosa Verona, in una conversazione che approfondisce limiti, confini ed equilibri necessari a costruire rapporti rispettosi.
Valeggio sul Mincio
A Valeggio sul Mincio gli appuntamenti si articolano in più tappe. Lunedì 24 novembre, alle 20.30, la Biblioteca comunale ospiterà “Le Centofinestre”, una serata curata da Vera Bonzanini dedicata al racconto dell’arte come strumento di emancipazione e protesta. Attraverso il lavoro di artiste che hanno trasformato il proprio talento in un atto politico e simbolico, la serata mostrerà come la rappresentazione del femminile possa attraversare i secoli dando voce a un bisogno di indipendenza e autodeterminazione.
Lunedì 25 novembre, alle 17, Piazza Carlo Alberto diventerà il cuore dell’installazione “Scarpette Rosse”, realizzata dalle ragazze e dai ragazzi del servizio educativo Time-Out e Doposcuola. Un gesto forte e immediato, che attraverso la potenza delle immagini richiama le storie di chi non può più parlare e invita la cittadinanza a prendere posizione, a “far sentire la propria voce”, come recita il titolo dell’iniziativa. Domenica 30 novembre, dalle 9 alle 12, sempre in Piazza Carlo Alberto, l’amministrazione comunale e l’assessorato alle Pari Opportunità promuoveranno infine “Una rosa per te”. Un semplice gesto di vicinanza e riconoscimento rivolto a tutte le donne presenti, alle quali verrà donato un omaggio floreale come segno tangibile dell’impegno della comunità nel contrasto alla violenza e nella costruzione di un clima sociale più attento, rispettoso e consapevole.
Gli appuntamenti dei Comuni dell’Ovest veronese compongono così un calendario corale che unisce gesti simbolici, approfondimenti culturali e momenti educativi. Un modo per ribadire, insieme, che il contrasto alla violenza di genere passa anche attraverso la presenza delle istituzioni, la partecipazione delle comunità e un continuo lavoro di sensibilizzazione.
L’Ovest Veronese si dota di un nuovo strumento operativo aggiornato per contrastare con efficacia la violenza contro le donne. Il documento, approvato dal Comitato dei Sindaci dell’Ovest veronese è frutto di un lungo lavoro condiviso tra i 37 Comuni del comprensorio, Azienda ULSS 9 Scaligera, Forze dell’Ordine, Pronto Soccorso, Centri Antiviolenza e Terzo Settore, e rappresenta oggi una risposta concreta a un fenomeno che continua a colpire in modo trasversale ogni contesto sociale.
L’obiettivo è stato definire, con chiarezza e responsabilità, un protocollo territoriale che consenta di agire tempestivamente nei casi di violenza, garantendo protezione immediata e l’avvio di un percorso di uscita per ogni donna che si trovi insituazione di pericolo, anche insieme ai figli minori. Secondo i più recenti dati ISTAT, in Italia nel 2023 sono state oltre 3.500 le donne accolte in strutture residenziali a seguito di episodi di violenza. Ma la rete nazionale di case rifugio risulta ancora sottodimensionata rispetto agli standard internazionali. In Italia si contano appena 0,15 posti ogni 10.000 donne, a fronte del parametro di 1 ogni 10.000 indicato dal Consiglio d’Europa. E la disparità tra regioni, anche in termini di supporti alla genitorialità e ai minori, rimane significativa.
In questo scenario, il Comitato dei Sindaci dell’Ovest Veronese ha strutturato una risposta di rete articolata e capillare, fondata su un percorso operativo condiviso. Al centro del sistema c’è il Servizio di Pronto Intervento Sociale (PIS), attivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, che rappresenta il primo presidio per le situazioni di emergenza. È attivabile dai servizi sociali comunali, dai consultori familiari, dalle Forze dell’Ordine, dai Pronto Soccorso e dai Centri Antiviolenza Telefono Rosa. Una volta ricevutala segnalazione, la Centrale Operativa del PIS valuta il grado di urgenza e, se necessario, attiva un intervento immediato sul posto, concordato con la persona coinvolta e finalizzato a garantirne la messa in sicurezza. Se la situazione richiede un allontanamento urgente dal contesto di rischio, il PIS può predisporre l’inserimento in una delle strutture protette accreditate, come la Casa Rifugio dell’Ovest Veronese o appartamenti di seconda accoglienza gestiti con il supporto dell’Associazione Protezione della Giovane. In questi casi, l’accoglienza può essere attivata in tempi brevissimi, anche per donne con figli minori, e prevede un primo soggiorno fino a sette giorni, prorogabile se necessario. Parallelamente, si avvia un percorso integrato di accompagnamento psicologico, legale, educativo e sociale.
Ogni donna viene affiancata da una rete di professionisti che operano con competenze multidisciplinari: assistenti sociali, psicologhe, consulenti legali, educatori, mediatori culturali. Il percorso viene definito nel rispetto della volontà della persona, senza pressioni né giudizi, con l’obiettivo di restituirle strumenti di autodeterminazione, consapevolezza e indipendenza.
Accanto al Centro Antiviolenza Telefono Rosa, un ruolo prezioso nella rete è svolto anche dall’Associazione Io Ti Ascolto ODV, costituita da volontarie in formazione permanente. L’associazione offre un servizio di ascolto e accoglienza in presenza, un numero telefonico (379.2113323) attivo 7 giorni su 7, consulenze psicologiche e legali di primo livello e attività di sensibilizzazione nelle scuole. La procedura operativa approvata prevede inoltre modalità di intervento condivise per il personale dei Pronto Soccorso, delle Forze dell’Ordine e delle Polizie Locali. Dall’accoglienza in ambienti riservati alla raccolta protetta delle informazioni, fino all’eventuale attivazione dei dispositivi di protezione e allontanamento dell’autore della violenza, ogni passaggio è pensato per tutelare l’integrità psico-fisica della donna e garantirle sicurezza immediata.
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