Marco Rizzo: «Autonomia? Per il Veneto lo statuto speciale»

Redazione

| 14/11/2025
Per lo “Speciale Elezioni regionali 2025”, l’intervista a Marco Rizzo, candidato alla presidenza della Regione Veneto con Democrazia Sovrana Popolare.

Speciale Elezioni regionali 2025

A poche settimane dal voto per le Regionali del Veneto del 23-24 novembre, lo “Speciale Elezioni regionali 2025” mette a confronto programmi e priorità dei candidati. Ospite in studio è Marco Rizzo, candidato alla presidenza della Regione con Democrazia Sovrana Popolare.

Storico esponente comunista, già deputato ed europarlamentare, oggi coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana Popolare, formazione nata con l’obiettivo dichiarato di riportare il «popolo al centro» e sfidare l’Unione Europea e le élite economiche.

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Guarda l’intervista a Marco Rizzo

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Una sintesi dell’intervista

Rizzo spiega che la sua proposta politica nasce dalla necessità di affrontare il declino economico italiano, che rischierebbe di far scendere il Paese al 23º posto mondiale entro il 2035. Secondo lui la globalizzazione e un’Unione Europea «matrigna» hanno impoverito il ceto medio produttivo, mentre fondi e multinazionali dettano legge. Per questo propone un’alleanza tra lavoratori e piccole imprese contro le élite economiche e tecnologiche.

Critica la politica tradizionale, dove «destra e sinistra non hanno più senso» e promette che i suoi eletti rispetteranno il programma, con vincolo di mandato. Del Veneto guidato da Zaia riconosce la «grande comunicazione», ma sostiene che la politica regionale sia diventata un mercato di “pacchetti di voti” e predice che Zaia «andrà all’Eni e saluterà il Veneto».

Sul tema dell’autonomia, accusa la Lega di «aver preso in giro i veneti», ricordando il referendum del 2017. Rizzo sostiene che l’autonomia sia impossibile senza sovranità nazionale e propone uno statuto speciale per il Veneto, come Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.

Sulla sanità critica l’aziendalizzazione e il concetto di “prestazione sanitaria”, invocando un ritorno al modello delle USL e stipendi più alti per medici e infermieri. Indica dove reperire risorse: settore bancario, energia e spesa militare.

Per i giovani chiede una riforma della formazione: meno corsi legati ai prodotti del momento, più competenze culturali e capacità critica. A suo avviso è necessario «aumentare gli anni di studio» per far crescere il Paese.

Sul turismo, riconosce la sua importanza ma avverte i rischi dell’overtourism e critica il peso delle piattaforme globali come Booking e Airbnb. Propone una piattaforma regionale pubblica con commissioni minime per trattenere valore nel territorio.

Infine, sull’intelligenza artificiale afferma di non essere luddista, ma vuole regolamentare l’IA affinché migliori la vita delle persone, invece di alimentare nuovi “paperoni” tecnologici. Rivendica la necessità di politici con la «schiena dritta» di fronte ai grandi magnati del settore.

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Speciale elezioni regionali 2025

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