Calcio veronese in lutto: addio a Gianfranco Casale, storico presidente del San Zeno

Redazione

| 13/11/2025
Se ne va un pezzo di storia calcistica di Verona. Dopo una rapida malattia è scomparso a 85 anni il presidente onorario del San Zeno.

Si è spento a 85 anni dopo una rapida malattia Gianfranco Casale, storico presidente del Calcio San Zeno, di cui era presidente onorario.

«Oltre che un grande intenditore di calcio, è stato un padre per tutti noi cresciuti in “Busa” fin da piccoli. Ci voleva bene e per noi rimarrà sempre il presidente» lo ricorda Davide Pergoraro, attuale allenatore del San Zeno ed ex giocatore cresciuto nel vivaio della “Busa”, il campo adiacente a Porta San Zeno.

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Chi era Gianfranco Casale

«Ci vorrebbe un libro intero per raccontare la figura storica di Franco, Presidente del San Zeno da ormai più di 40 anni, degno erede dal 1979 di una figura preminente del calcio veronese dilettante del dopoguerra: Arrigo Ligabò, per tutti “Molena”» lo descriveva così la società sul sito ufficiale.

«Una persona “di calcio” tutta di un pezzo, che ha conosciuto da giovane il professionismo con le giovanili del Napoli del commendator Achille Lauro e le presenze nei campionati di serie C con la Casertana e altri club del Sud Italia. Ha attraversato tutte le fasi del San Zeno che anche i più grandicelli ricordano ancora: dagli splendori degli anni ’80 e ’90, le difficoltà dei primi anni 2000 ed infine la rinascita e fioritura dal 2010 ad oggi».

«Personaggio vulcanico, che ti guarda sempre negli occhi e non le manda a dire nessuno, famoso per il suo fiuto nello scoprire talenti e dare loro la possibilità di spiccare il volo: Alberto Faccini, Damiano Tommasi, Flavio Chiti, Riccardo Cazzola sono i primi che vengono in mente… Rispettato e temuto, generoso e con il cuore nel pallone!».

«Sempre presente nel weekend in casa e in trasferta per vedere i suoi giovani ragazzi e dispensare consigli e attenzioni dall’alto dei 28 gradini della Busa. Grazie Franco, raccontaci ancora uno di quegli aneddoti che hai vissuto in prima persona!».

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