L’Arena di Verona vale oro: l’indotto genera 2 miliardi di euro
di Alessandro Bonfante
Fondazione Arena di Verona, con l’Opera Festival, genera per l’economia italiana 2 miliardi di euro di indotto, quasi 6 mila posti di lavoro e 206 milioni di euro di imposte. Un effetto moltiplicatore che si riversa sull’intero Paese: ogni euro investito in Arena corrisponde, infatti, a 6,3 euro restituiti al Paese.
Sono solo alcuni dei dati emersi dallo studio Nomisma che ha quantificato l’impatto economico, occupazionale e fiscale dell’Opera Festival e delle attività di Fondazione Arena, analizzandone anche il posizionamento all’interno del panorama lirico-sinfonico italiano.
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La ricerca è stata presentata questa mattina a Milano, nella Tower Hall di UniCredit, dagli stessi ricercatori Nomisma che hanno condotto l’indagine: Barbara Da Rin, Emanuele Di Faustino e Riccardo Vecchi Lari. Ad analizzare i dati: Carlo Fontana Presidente Impresa Cultura Italia Confcommercio- giá Sovrintendente Teatro alla Scala 1990-2005, Severino Salvemini Professore emerito di Organizzazione aziendale dell’Università Bocconi di Milano, Luciano Monti Docente di Politiche dell’Unione Europea alla LUISS Guido Carli di Roma.

Concordi sul prossimo obiettivo da raggiungere: «L’unicità di Fondazione Arena deve essere riconosciuta attraverso lo statuto speciale» hanno detto Fontana e Salvemini. Per Monti: «I numeri facciano riflettere sull’impatto della cultura anche in vista della manovra di bilancio».
Presenti il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia, con il Vicedirettore artistico Stefano Trespidi, il Presidente Nomisma Paolo De Castro, per UniCredit Francesco Mario Iannella, Head of Regione North East, e Stefano Gallo, Head of Territorial Development, e il Presidente di Fondazione Cariverona Bruno Giordano. A moderare l’evento la giornalista Sarah Varetto.
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I dati
L’indagine mette in luce l’unicità di Fondazione Arena rispetto al panorama lirico-sinfonico italiano: il 71% del valore della produzione è dato da biglietteria, sponsorizzazioni e contributi privati. Solo il 29% deriva da contributi pubblici, a differenza delle altre Fondazioni a statuto ordinario che hanno una situazione praticamente inversa, con una media del 25% di risorse proprie e un 75% di contributi pubblici.
Si stima che i 404.715 spettatori dell’Arena Opera Festival nella stagione lirica 2025 abbiano generato una spesa per vitto, alloggio, shopping, attività ricreative e culturali, trasporti pari a ben 315 milioni di euro. Il valore della produzione generato in Italia dall’Arena Opera Festival grazie alle spese sostenute dagli spettatori della stagione lirica 2025 è stato quindi pari a complessivi 1.976 milioni di euro (impatto diretto, indiretto e indotto).
Circa il 60% resta sul territorio della provincia – ben 1 miliardo e 127 milioni di euro. Il 20% – pari a 392 milioni di euro – si concentra in altre province Venete e un ulteriore 22% – pari a 447 milioni di euro – viene prodotto in altri territori italiani. L’effetto erariale indotto dalla spesa turistica degli spettatori ammonta a complessivi 206 milioni di euro circa: di questi l’87% (pari a 179 milioni di euro) viene incassato dallo Stato, il 9% dalle Regioni (18 milioni di euro) e il restante 4% dai Comuni (circa 9 milioni di euro). Si stima che circa 4 milioni di euro (pari all’1,9% del totale) vengano incassati dal Comune di Verona tra tassa di soggiorno e imposte dirette e indirette, e che 14,1 milioni di euro (pari al 7% del totale) vadano nelle casse della Regione Veneto.
La ricerca sarà presentata anche a Verona, martedì 18 novembre, alle ore 17.45, al Teatro Filarmonico, durante l’evento ‘La cultura come valore’. L’appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza e ad ingresso libero, vedrà i principali stakeholder del territorio confrontarsi sui risultati dello studio per definire ruolo, sfide e responsabilità della cultura come motore dell’economia.
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I commenti
Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato alla cultura, commenta: «Nel 2022 quando sono stato nominato Sottosegretario di Stato alla cultura mi ero prefissato due obiettivi per l’opera italiana: il rinnovo del contratto collettivo nazionale, fermo da vent’anni, e il raggiungimento del riconoscimento UNESCO del Canto lirico. In pochi anni siamo riusciti a raggiungere entrambi i traguardi. L’arte del canto lirico è stata celebrata con una grande festa in Arena che sarebbe bello ripetere nel 2026. Questo perché l’Arena è il simbolo dell’opera lirica nel mondo e Fondazione Arena è una impresa culturale che, partendo dai numeri, genera risultati di cui beneficia tutto il Paese. Tutto questo mettendo a frutto le risorse pubbliche, senza considerarle una forma di assistenzialismo ma un vero e proprio investimento che fa da innesco alle risorse private».
Aggiunge Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena: «Oltre cento anni di storia hanno creato un fenomeno straordinario e un immenso valore di competenze. Fondazione Arena è l’unica istituzione lirico-sinfonica italiana che ha avuto origine da un Festival. E dall’iniziativa privata di uno dei più grandi tenori della storia: Giovanni Zenatello che nella sua città e nell’Arena investì quasi tutte le sue fortune. Attraverso il lavoro di questi anni abbiamo cercato di dar vita ad una impresa. I risultati presentati oggi dimostrano che investire in cultura genera ricchezza per l’intero Paese».
Alessia Rotta, assessora del Comune di Verona, dichiara: «Che l’Arena sia simbolo di Verona è scritto nella sua pietra. A renderla viva oggi, a far sì che sia veicolo identitario della città è la Fondazione Arena. Questa ricerca rigorosa certifica l’importanza di quello che è un vero e proprio motore economico oltre che artistico, capace di creare un indotto di cui beneficia tutta la comunità dato che, come attesta l’indagine, il 60 per cento del valore resta nel veronese. Questo studio di Nomisma testimonia la forza e la potenza della nostra istituzione culturale e l’importanza del sostegno pubblico e privato».
Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona: «Fondazione Arena è una macchina straordinaria dal punto di vista artistico e culturale, faro e baluardo del “made in Italy” nel mondo. Questa consapevolezza ci ha portati a trovare il modo di rappresentarne il valore in maniera scientifica. È il momento di operare un cambiamento di approccio radicale nel rapporto con tutti gli stakeholder. È il momento di rovesciare radicalmente il paradigma che regola normalmente il rapporto tra gli operatori culturali e le istituzioni, i sostenitori privati ed i fornitori. Un paradigma da sempre improntato al concetto di assistenza. Forti della consapevolezza del ruolo che svolgiamo e dei risultati oggi possiamo dire: sosteneteci perché generiamo lavoro, ricchezza e valori».
Francesco Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit: «Siamo orgogliosi di aver ospitato nella nostra sede milanese l’evento di Fondazione Arena a suggello di una partnership più che trentennale che si basa su valori, progetti e obiettivi comuni. UniCredit considera la cultura una leva di sviluppo sociale ed economico, in linea con la missione di Empowering Communities to Progress. La collaborazione con Fondazione Arena di Verona è vista come un’unione tra due istituzioni con vocazione internazionale, per valorizzare il patrimonio artistico italiano e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio».
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