Infiltrazioni di ‘ndrangheta a Verona? Bertucco: «Insistere per DDA e DIA»

Redazione

| 09/11/2025
Giovedì 13 novembre al Centro Tommasoli (Sesta Circoscrizione) un confronto fra l'assessore e candidato alle regionali per AVS, l'ex consigliere regionale Roberto Fasoli e il giornalista Gianni Belloni.

A distanza di anni, sull’onda dei processi di ‘ndrangheta ancora in corso a Crotone, continuano ad uscire esternazioni e rivelazioni da parte di pentiti, naturalmente da verificare, ma che sono agli atti dell’attività giudiziaria, in merito ai tentativi di infiltrazione negli enti locali veronesi e più in generale nel territorio scaligero nel periodo che va dal 2007 al 2017.

Di tali infiltrazioni sono già emersi riscontri concreti nei processi Isola Scaligera e Taurus, celebrati nel corso del 2020, attualmente in fase di giudizio in Cassazione, che hanno portato allo smantellamento di una locale della ‘ndrangheta su suolo veronese e alla condanna in secondo grado per reati collegati di almeno un ex presidente di partecipata.

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Su questi temi Michele Bertucco, assessore di Verona al Bilancio e candidato al consiglio regionale veneto per Alleanza Verdi Sinistra, ha organizzato per giovedì 13 novembre alle ore 20.45 al centro Tommasoli di via Perini 3 a Verona, un incontro pubblico intitolato “La mafia in Veneto c’è! Cosa può fare la Regione?”.

Parteciperanno Roberto Fasoli, già consigliere regionale, presentatore della legge regionale per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso, e Gianni Belloni, giornalista, autore del libro “Come pesci nell’acqua. Mafie, impresa e politica in Veneto”, Donzelli edizioni.

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«Secondo fonti della stampa del Sud, ci sarebbero ulteriori singolari particolari» evidenzia Bertucco. «Ad esempio si parla di presunti subappalti orientati, cambi di residenza in massa da parte di lavoratori calabresi collegati a ditte afferenti alle cosche al fine di sostenere elettoralmente questo o quel candidato; presunti favori promessi o ricevuti da parte degli eletti».

«Questi rischi devono spingerci ad riprendere la pressione su governo e ministero per l’istituzione di una Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e di una Direzione Investigativa Antimafia (DIA) a Verona, per primo proposte dal sottoscritto da consigliere comunale di opposizione, e a collaborare sempre più strenuamente con associazioni e società civile per diffondere un messaggio di legalità».

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