Sicurezza stradale: Autobrennero, territori e Polizia fanno squadra
Redazione
La sicurezza stradale è un obiettivo che si persegue in tanti modi: attraverso la formazione, i controlli, la cultura. Ma anche mediante una gestione attenta delle infrastrutture. E con un lavoro di squadra. Di questo si è discusso ieri a Nogarole Rocca, nel tradizionale appuntamento che ogni anno porta i Vertici di Autostrada del Brennero a incontrare le istituzioni nel comune della Provincia di Verona.
Ad aprire i lavori del convegno “Sicurezza stradale. Cultura e infrastruttura” all’ex oratorio San Leonardo il sindaco Luca Trentini: «Ringrazio Autostrada del Brennero per aver promosso anche quest’anno questo evento, su un tema così importante come la sicurezza stradale – ha affermato – I temi della viabilità e della sicurezza sono fondamentali anche per lo sviluppo economico che stiamo vivendo nel nostro territorio. Gli incidenti stradali sono ferite che lacerano le comunità e ogni occasione per incrementare la cultura della sicurezza, come quella odierna, contribuisce a arginare questo fenomeno».
Anche il Presidente di Autostrada del Brennero Hartmann Reichhalter ha voluto sottolineare il valore del legame con i territori: «Nel Dna della nostra Società – ha detto – vi è anche l’impegno nel coltivare i rapporti con i territori che l’A22 attraversa, e questo rapporto ha mille volti, quello della sicurezza, quello dello sviluppo e quello della collaborazione in iniziative di valore per le comunità locali. Quello che la nostra Società è oggi è frutto di quanto costruito da chi è venuto prima di noi. Il nostro compito adesso è proiettarla nel futuro».
L’Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero Diego Cattoni ha citato alcuni numeri emblematici: «Ogni anno in Italia a causa degli incidenti stradali muoiono circa tremila persone, scompare un paese come Nogarole Rocca. Autostrada del Brennero – ha proseguito – investe in maniera decisa in manutenzioni e investimenti per offrire un’arteria altamente efficiente e sicura a chi viaggia: solo lo scorso anno abbiamo speso per manutenzioni 74 milioni. Parliamo di circa 250mila euro a chilometro, più del doppio della media italiana. Nonostante la concessione scaduta, non siamo rimasti fermi ma abbiamo continuato ad agire con il massimo senso di responsabilità sociale, come giustamente si aspettano i territori. Ora c’è una gara, sospesa fino al 30 novembre che auspichiamo riprenda per poter dare il via al nostro piano di circa 10 miliardi di investimenti lordi».
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Viaggiare su un’arteria monitorata, manutentata e costantemente ammodernata rappresenta la prima garanzia di sicurezza per chi viaggia. Autobrennero sceglie asfalti drenanti e fonoassorbenti e un guardrail in Corten che assorbe gli urti in maniera migliore dei normali sicurvia. Può contare su sei Centri per la sicurezza autostradale, dislocati a 50 km di distanza l’uno dall’altro e dotati di operai che sono tutti dipendenti della Società. A ciò si aggiunga il coordinamento degli interventi di emergenza garantito dal Cau, che opera h 24 attraverso oltre 80 ausiliari, capaci di arrivare sul luogo dell’emergenza in un tempo medio di 7 minuti.
Tutti questi ingredienti sono alla base degli ottimi dati in materia di incidentalità illustrati nel suo intervento dal Direttore Tecnico Generale Carlo Costa: «La sicurezza si può misurare e i numeri ci aiutano a leggere il fenomeno e gestirlo: il tasso di incidentalità di Autobrennero segue da vent’anni un trend di costante calo e oggi è di 15,97 punti contro una media nazionale di 26,52. Non può essere un caso e nemmeno fortuna. Ma il frutto del lavoro svolto nel tempo. Dal 1999 gli incidenti in A22 sono calati del 67,2%, quelli con esito mortale del 80,2%. Ovviamente non ci fermiamo: ma poiché ormai il 93% degli incidenti dipende dal fattore umano la prospettiva non può che essere quella di investire sulla digitalizzazione, come abbiamo fatto infrastrutturando l’arteria e aderendo, anche come capofila, a numerosi progetti europei per farci trovare pronti a quella che sarà la guida del futuro, connessa e autonoma».
Anche Mirella Pontiggia Dirigente della Polizia Stradale di Verona ha lanciato un messaggio importante: «Il rispetto del Codice della strada non deve essere un obbligo dettato dal timore di una sanzione – ha osservato – ma una scelta presa consapevolmente per tutelare la nostra vita e quella degli altri. Rilevare un incidente è sempre un fallimento, per noi e per la società intera. Perché i responsabili non sono quasi mai fattori esterni, ma nel 93,9 per cento dei casi sono le persone, è la distrazione, l’uso del cellulare, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, il mettersi alla guida dopo aver consumato alcol. Per invertire questo trend c’è uno strumento, fare cultura della sicurezza. Un impegno che noi portiamo avanti in numerose circostanze e con Autostrada del Brennero attraverso il progetto didattico Abc, che ha già coinvolto 30mila studenti in più di 10 anni».
Trentini ha infine portato un saluto del Presidente della Provincia di Verona Flavio Massimo Pasini, ricordando l’impegno profuso dalla Provincia attraverso numerose iniziative con le scuole e sul territorio per promuovere un’educazione della sicurezza e le regole di una guida sicura. Trentini ha ricordato come il 61% degli incidenti avvenga in area urbana: per questo sono stati 182 gli accordi di programma siglati con i Comuni della Provincia per l’ammodernamento, la sistemazione e la messa in sicurezza di strade comunali e provinciali. Fra i progetti in cantiere, ha annunciato quindi, vi è anche quello di ammodernare la strada provinciale numero 3. Al termine del convegno è stata inaugurata negli spazi esterni dell’ex oratorio una panchina bianca, ricordo delle vittime della strada e monito dell’impegno a ridurre instancabilmente il loro numero. 182 accordi di programma 63,8 milioni di euro
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