Caso Diarra, Bozza attacca Trevisi: «Imbarazzante correre come alleato di Buffolo»
Redazione
Prosegue il dibattito sulla vicenda legata alla morte di Moussa Diarra e alla successiva richiesta di archiviazione nei confronti dell’agente di Polizia A.F. coinvolto nell’incidente. In particolare, il consigliere regionale Alberto Bozza ha replicato alle parole del candidato PD al Consiglio regionale del Veneto, Gianpaolo Trevisi.
Trevisi aveva affermato: «Da poliziotto e da candidato del Partito Democratico, credo che la sicurezza non sia mai una contrapposizione tra forze dell’ordine e cittadini, ma un patto reciproco di fiducia. Chi indossa una divisa merita il sostegno dello Stato, formazione continua e strumenti adeguati per agire con equilibrio e consapevolezza. La sicurezza, per essere reale e duratura, deve nascere non solo dal controllo, ma dalla prevenzione, dall’ascolto e dall’inclusione. Dobbiamo affrontare il disagio e la solitudine che spesso degenerano in conflitti, promuovendo politiche sociali, educative e di integrazione che rafforzino il senso di comunità. Il Veneto ha bisogno di una politica della sicurezza che non sia gridata ma seria, giusta e umana. Una sicurezza che protegge chi vive nelle nostre città, che rispetta chi le serve con onestà e che non dimentica mai le persone dietro i fatti di cronaca».
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La replica di Bozza è tagliente: «Ma Trevisi, da poliziotto, non è in imbarazzo a correre per un partito, il PD, che è in maggioranza con l’assessore Buffolo, cioè colui che dopo la tragedia di Moussa ha attaccato Polizia e Forze dell’Ordine, condividendo un post che diceva “a un bisogno di aiuto avete risposto con un colpo di pistola”?».
Bozza aggiunge che Buffolo, dopo l’archiviazione dell’agente della Polfer, «farebbe meglio a tacere. E invece ieri ha parlato di avvoltoi contro di lui. Con che coraggio, Buffolo è stato il primo a fare sciacallaggio politico contro le Forze dell’Ordine, non solo con quel vergognoso post, ma anche partecipando a cortei molto discutibili, che hanno preso di mira Polizia e Carabinieri. Ma la domanda resta, il poliziotto Trevisi cosa ci fa nel PD? Non è in imbarazzo? Penso lo sia, anche ieri da parte sua dichiarazioni ecumeniche, per stare un po’ di qua e un po’ di là, dichiarazioni che non dicono assolutamente nulla. Mi piacerebbe invece che Trevisi, che stimo personalmente, da esponente del PD, chiedesse al suo partito di spingere per le dimissioni di Buffolo dalla giunta Tommasi».
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