Sanità e sociale, quale futuro per il Veneto? – D Giovedì
di Alessandro Bonfante
La sanità veneta pesa per oltre due terzi del bilancio regionale e continua a fare i conti con liste d’attesa, affollamento dei pronto soccorso e carenze nella presa in carico territoriale.
Ne abbiamo discusso con gli ospiti della nuova puntata di “D Giovedì“, andata in onda su Radio Adige TV giovedì 30 ottobre 2025 alle 21 (più in basso il video per rivederla).
Negli studi di Verona Network, al tavolo si sono seduti i candidati al consiglio regionale del Veneto Marco Andreoli (Fratelli d’Italia) e Anna Maria Bigon (Partito Democratico).
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Due citazioni
Andreoli: «Tre accessi su quattro al pronto soccorso sono codici bianchi e verdi. È necessario aggregare in strutture polivalenti più medici di base con infermiere e segreteria, introdurre intelligenza artificiale e fare diagnostica di base. E poi un collegamento telematico con gli specialisti ospedalieri. Bisogna anche iniziare a seguire i cronici da casa».
Bigon: «In Veneto mancano circa 3.500 medici, e circa 500 medici di famiglia. Ai medici di famiglia va tolta burocrazia: supporto amministrativo e infermieri. Le Case di Comunità dal 2026 richiederanno 8-10 medici di medicina generale per hub e tanti infermieri: senza queste figure la rete non regge».
I temi
Il tema della salute è fondamentale per i cittadini, e diventa sempre più importante con l’invecchiamento della popolazione. Il bilancio della Regione Veneto si occupa di sanità per il 70-80%: è quindi la materia che in assoluto ha l’impatto maggiore, sotto tanti punti di vista.
Per Marco Andreoli la chiave è ripensare l’organizzazione: «Tre accessi su quattro al pronto soccorso sono codici bianchi e verdi. È necessario aggregare i medici di base in strutture polivalenti con infermiere e segreteria, introdurre intelligenza artificiale e diagnostica di base, e collegare questi poli agli specialisti ospedalieri. Dobbiamo anche iniziare a seguire i cronici da casa». Il tema dell’attrattività passa da retribuzioni e burocrazia: «Bisogna pagarli di più e farli tornare a visitare: l’IA può automatizzare la refertazione».
Per Anna Maria Bigon l’emergenza è la carenza di personale: «In Veneto mancano circa 3.500 medici e 500 MMG; al PS il 60% sono codici bianchi: molte prestazioni dovrebbero stare sul territorio. Uno su due si rivolge al privato e il 10% rinuncia: è gravissimo». Bigon punta su formazione e incentivi: «La scuola dei MMG va resa specializzazione universitaria; intanto parifichiamo le borse da 800 a 1.500 euro». La rete richiede «supporto amministrativo ai medici, più infermieri e Case di Comunità operative entro il 2026».
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Guarda la puntata
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Cosa ne pensano i lettori di Daily
Vorremmo allargare la discussione anche a voi, i nostri lettori.
La sanità in Veneto è promossa o rimandata? Ve lo abbiamo chiesto negli scorsi giorni e questo di seguito è il risultato. Ricordiamo che questo tipo di sondaggio non ha valore statistico, ma rappresenta un’indicazione di ciò che pensano i nostri lettori.
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D Giovedì
“D Giovedì” è disponibile su tutti i canali del Gruppo Verona Network il giovedì alle ore 21:
- sul sito www.radioadige.tv,
- su Radio Adige TV canale 86 DTT,
- sul canale 19 DTT (con funzione HBB TV),
- sull’app Radio Adige TV per dispositivi Android e iOS.
La trasmissione viene inoltre riproposta sul canale YouTube di Verona Network e disponibile on demand sul sito www.radioadige.tv.
Le puntate precedenti:
- Il traforo delle Torricelle a Verona non è stato dimenticato
- Viabilità e traffico a Verona: come migliorare la situazione?
- Affollato e delicato: bellezza e fatiche del centro storico di Verona
- Sicurezza a Verona, le sfide per la città
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