L’Università di Verona approva all’unanimità la mozione per la Palestina

Redazione

| 28/10/2025
Approvata all’unanimità dall’Università di Verona la mozione per la Palestina, promossa dall’UDU, che condanna ogni forma di violenza e sostiene borse di studio e corridoi umanitari per studenti provenienti da zone di conflitto.

L’Unione degli Universitari di Verona ha fatto approvare all’unanimità la mozione sulla Palestina in Consiglio Studentesco, costruita attraverso assemblee d’Ateneo e condivisa da tutte le realtà universitarie attorno a una posizione comune per la Palestina. Anche in Senato Accademico dell’Università di Verona l’UDU è riuscita a far deliberare la mozione per la Palestina all’unanimità, su spunto della delibera approvata dal Consiglio Studentesco, con cui si chiede all’Ateneo di assumere una posizione chiara e pubblica a sostegno del popolo palestinese e contro i gravissimi atti contro l’umanità, le violazioni del diritto internazionale e il genocidio in corso.

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«L’Università promuove una cultura di pace, di rispetto dei diritti umani, della dignità della persona, di pluralismo delle idee e di valorizzazione delle differenze, tutela la piena libertà di pensiero e di espressione e respinge idee di violenza, di discriminazione e di intolleranza. Così cita l’articolo 1 dello Statuto dell’Università degli studi di Verona, principi generali che connotano la natura delle università e che sono stati ribaditi durante il Senato accademico di martedì 28 ottobre».

Approvata all’unanimità la mozione presentata agli Organi con la quale l’ateneo «condanna con decisione, e senza alcuna remora o eccezione, il ricorso, a qualsiasi titolo, alla violenza diretta contro singoli individui, gruppi o popoli, da qualunque parte essa provenga con particolare attenzione alla tragica situazione di Gaza, formulando l’auspicio che il cessate il fuoco, richiesto da più voci dalla comunità internazionale, possa essere effettivamente attuato, nel rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli».

«In questi mesi abbiamo visto crescere, nelle aule e nelle piazze, una consapevolezza collettiva: ciò che accade a Gaza interpella anche le nostre istituzioni e le nostre università» dichiara Emma Menaspà, Senatrice Accademica dell’UDU Verona. «Non è stato un lavoro semplice: all’interno del Senato si sono confrontate sensibilità diverse, e grazie al contributo della rappresentanza studentesca e degli specializzandi sono state apportate ulteriori modifiche per costruire un testo che condannasse le autorità israeliane per i gravissimi atti contro l’umanità e che esprimesse solidarietà alla popolazione palestinese».

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Ribadito nel documento, anche in virtù dell’adesione a UNICORE – University Corridors for Refugees e al network Manifesto Università Inclusiva proposto dall’UNHCR, «l’impegno concreto nella creazione di corridoi umanitari con l’istituzione di borse di studio e altre misure di sostegno destinate a studenti e studentesse titolari o richiedenti protezione internazionale provenienti da zone di conflitto».

«Questa presa di posizione riafferma il valore politico della conoscenza e della solidarietà. Come UDU siamo contenti della presa di posizione che siamo riusciti a far ottenere da parte dell’Università – dichiara Greta Leonardi dell’UDU Verona -. La comunità accademica deve assumere una posizione politica e morale di fronte alla prosecuzione delle violenze e all’illusione di una tregua che non ferma le sofferenze civili, tacere significa essere complici: il silenzio non è neutralità, ma rinuncia al proprio ruolo educativo e civile».

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Tali finalità non possono essere perseguite individualmente, ma richiedono una strategia condivisa nell’ambito della Crui, Conferenza dei rettori delle università italiane. L’azione congiunta degli Atenei conferisce maggiore autorevolezza ed efficacia alle istanze rivolte alle istituzioni nazionali e internazionali.

Conclude Irene Lupi, Presidente del Consiglio Studentesco dell’Università: «Sono entusiasta che la mozione che abbiamo deliberato sia stata accolta con favore. Abbiamo chiesto di sostenere concretamente attraverso l’aumento delle borse di studio e dei corridoi umanitari le studentesse e gli studenti palestinesi; di rendere pubblici tutti gli accordi e di interrompere quelli con enti e istituzioni coinvolti in violazioni dei diritti umani; e di ampliare gli spazi di approfondimento che promuovano una cultura di giustizia e solidarietà, attraverso seminari, attività di terza missione e iniziative pubbliche. La comunità studentesca continuerà a vigilare e a promuovere azioni concrete affinché l’Università resti un luogo libero, capace di scegliere la giustizia contro ogni forma di oppressione».

Per questo, la mozione approvata ricorda l’importanza di «continuare a promuovere, d’intesa con la Crui e le reti accademiche internazionali, azioni concrete di supporto alle comunità universitarie palestinesi, come programmi di visiting, accordi di ricerca, summer school», o altre iniziative concrete di sostegno, facendo cardine sui principi etici e deontologici che devono orientare l’utilizzo dei risultati della ricerca scientifica per uso non militare, condannando e sospendendo rapporti che sfociano in comprovati usi violenti della ricerca.

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