Fabio Bui candidato presidente con i Popolari per il Veneto
di Alessandro Bonfante
Fabio Bui ha formalizzato la propria candidatura alla Presidenza della Regione del Veneto, sostenuto dai Popolari per il Veneto. «I veneti si sentono traditi», ha esordito Bui, spiegando la nascita del suo movimento popolare. «Da anni ci viene promessa l’autonomia e ogni volta ci fermano a Roma». Il Veneto, secondo lui, non è più una periferia dell’Italia, ma una parte integrante dell’Europa.
Domani, sabato 25 ottobre, alle 12 si chiudono i termini per presentare le candidature a presidente e le liste provinciali di consiglieri. Bui è uno dei sei candidati che si dovrebbe presentare insieme ad Alberto Stefani (coalizione centrodestra), Giovanni Manildo (coalizione centrosinistra), Riccardo Szumski (Resistere Veneto), Lorenzo Damiano (Pescatori di pace-Ministri della pace), Marco Rizzo (Democrazia sovrana e popolare).
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Il progetto dei Popolari per il Veneto è quello di un partito regionale ispirato al popolarismo europeo, un «partito del territorio» che vada oltre le liste civiche, chiamato a durare. Tra i punti centrali della sua candidatura, Bui ha indicato l’istituzione di una Regione a statuto speciale per governare sanità, formazione, trasporti e politiche sociali in modo aderente alle esigenze venete. Inoltre cita la realizzazione del «Porto delle Venezie» (Trieste–Venezia–Ravenna) e un grande hub ferroviario a Verona, per riposizionare il Veneto al centro dell’Europa dei flussi di merci.
Per quanto riguarda la lista provinciale di Verona, i candidati dei Popolari per il Veneto sono:
- Bui Fabio
- Cavallini Simonetta
- Dai Pre’ Enrico
- Uruci Chiara
- Dugatto Davide
- Longhin Manuelita
- Colombari Mattia
- Triarico Angela
- Carcerieri Piercarlo
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Sul tema della sanità, Bui dice: «Oggi non sappiamo nemmeno quanti veneti stanno aspettando una prestazione sanitaria: i dati sono frammentati, i sistemi informatici non dialogano, e intanto la gente si rivolge al privato o rinuncia a curarsi. È inaccettabile. Voglio una piattaforma unica, trasparente, dove ogni cittadino possa vedere tempi reali e scegliere dove farsi curare, anche in un’altra ULSS, se necessario».
Bui propone inoltre di potenziare la sanità territoriale, restituendo potere ai sindaci e ai distretti locali: «Le grandi aziende sanitarie hanno perso il contatto con le persone. Dobbiamo riportare la sanità vicino alle case, con poli di assistenza diffusi, medici di base integrati con specialisti, e un sistema di prenotazioni semplice, anche per chi non usa la tecnologia. Nessuno deve più sentirsi abbandonato».
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