Serena Cubico: «Imprese e formazione, serve un vero dialogo tra generazioni»
Redazione
Speciale Elezioni regionali 2025
A poche settimane dal voto del 23 e 24 novembre, lo “Speciale Elezioni regionali 2025” accende i riflettori sui protagonisti e sui temi caldi della campagna elettorale. Negli studi di Verona Network Serena Cubico, già sindaca di Ferrara di Monte Baldo e consigliera provinciale, è docente all’Università di Verona e componente del Consiglio di indirizzo della Fondazione Arena su nomina del Ministero della Cultura. In corsa con Fratelli d’Italia, Cubico si concentra sui temi delle imprese, della formazione e del dialogo tra generazioni.
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Guarda l’intervista a Serena Cubico
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Una sintesi dell’intervista
Qual è la parabola del suo impegno politico fino a oggi?
Ho fatto la consigliera comunale e la sindaca a Ferrara di Monte Baldo, poi la consigliera provinciale a Verona. Attualmente sono nel Consiglio di indirizzo della Fondazione Arena di Verona, su nomina del Ministero della Cultura.
Perché la scelta di candidarsi alle Regionali con Fratelli d’Italia?
Perché questo partito somiglia a ciò in cui credo: mettere la persona al centro di una nazione che vuole crescere, premiare il merito e lavorare a fianco delle persone con solidarietà e vicinanza. Sono valori in cui mi riconosco e per cui mi sento di impegnarmi anche a livello regionale.
Dal locale alla Regione: perché il salto?
È un buon momento per mettere a disposizione un’esperienza nata a livello locale. Mi occupo di temi che stanno a cuore ai veneti: imprese, formazione, sicurezza, salute. Sono bisogni quotidiani e sono nel cuore dell’agenda regionale.
Si chiudono quindici anni di “era Zaia”. Qual è il suo bilancio?
Uso un’immagine che deriva dai miei studi sulle imprese familiari: il Veneto è come un’azienda che ha dato grandi soddisfazioni e ora vive una transizione. Bisogna valorizzare ciò che funziona e migliorare il resto, anche grazie a nuove competenze ed esperienze maturate altrove, magari veronesi.
Da docente, di cosa hanno bisogno oggi le imprese venete?
Di diventare più robuste davanti alle sfide, valorizzando le risorse interne, soprattutto quelle umane, senza dimenticare tecnologia e sostenibilità. Vorrei lavorare su due grandi filoni: i giovani, spesso attratti da altri contesti nonostante l’ottima formazione italiana, e i lavoratori più maturi, ancora una forza decisiva. Serve un vero dialogo tra generazioni e più visibilità a servizi e fondi già esistenti.
E i giovani studenti? Cosa manca per guardare al futuro con fiducia?
Le università italiane formano competenze di qualità: se c’è “fuga dei cervelli”, significa che i cervelli ci sono. Ai ragazzi servono servizi: città che si prendono cura di loro, alloggi, accoglienza (anche per gli stranieri), diritto allo studio con borse e studentati per valorizzare il merito. Va rafforzato il collegamento tra formazione superiore e bisogni delle imprese.
ITS e università: competizione o complementarità?
Sono luoghi di formazione. Se ben gestiti non minacciano nessuno: possono convivere e servire il bene comune.
Transizione generazionale nelle PMI: come si governa e che ruolo può avere la Regione?
Il lavoro cambia da sempre. Le PMI però spesso non hanno figure interne adeguate per affrontare trasformazioni tecnologiche e organizzative. La Regione può diventare il luogo dove trovare connessioni, informazioni e servizi: accesso a fondi, mercati, clienti, opportunità d’investimento che nelle realtà più piccole rischiano di perdersi nella routine.
Territori scaligeri: come sostenere le aree meno note o in difficoltà?
Prima di tutto con connessioni materiali: viabilità adeguata e collegamenti sulle grandi direttrici per persone, merci e clienti. Poi connettendo poli attrattivi e “aree interne”: il Veneto offre una ricchezza di prodotti tipici, monumenti e paesaggi spesso poco conosciuti. La Regione può favorire legami, visibilità e raggiungibilità.
Verona è “dimenticata” rispetto al triangolo Padova-Treviso-Venezia?
C’è una distanza geografica che sfavorisce chi è più lontano: è quasi fisiologica. Chi lavora a Venezia proviene più spesso da quelle province, e la vicinanza aiuta. Verona paga lo scotto fisico dei chilometri e talvolta è rimasta “lontana dal cuore”. Serve un Veneto che valorizzi di più Verona e una Verona che valga e pesi di più.
Se eletta, quali temi porterà in Regione?
«Conoscere» il tessuto economico, produttivo e sociale; «connettere» attori, strumenti e opportunità; «far crescere» imprese e persone, con attenzione a giovani e lavoratori maturi.
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Speciale elezioni regionali 2025
Tutte le interviste, in ordine di pubblicazione:
- Beatrice Verzè: «La casa non è un privilegio, ma un diritto»
- David Di Michele: «Verona torni crocevia in Veneto»
- Tomas Piccinini: «L’autonomia non toglie nulla: lasciateci i nostri soldi e gestiamoli al meglio»
- Stefano Casali: «Fratelli d’Italia ha le risorse per incidere sulla nostra regione»
- Alberto Bullio: «La politica deve essere vicina alla gente»
- Alessio Albertini: «Giovanni Manildo sa parlare ai veneti»
- Zeno Falzi: «Servono opere pubbliche nei nostri territori»
- Stefano Valdegamberi: «In Veneto dobbiamo recuperare sul sociale»
- Massimo Giorgetti: «Da “prima i veneti” a “Veneto primo”»
- Debora Lerin: «La politica sia fatta di ascolto e concretezza»
- Carlotta Pizzighella: «In Veneto serve un cambio di prospettiva»
- Elisa La Paglia: «Su sociale e sanità Zaia lascia un Veneto impoverito»
- Alberto Benetti: «In Veneto bisogna passare dall’io al noi»
- Serena Cubico: «Imprese e formazione, serve un vero dialogo tra generazioni»
- Anna Maria Bigon: «Assunzione di medici, subito»
- Anna Leso: «Dobbiamo tutelare la famiglia dalla nascita al fine vita»
- Sara Gini: «Meloni al Governo un’occasione persa per le donne»
- Elisa De Berti: «Le sfide impossibili mi piacciono»
- Gianpaolo Trevisi: «Più sicurezza vuol dire più libertà»
- Diego Ruzza: «In sanità va potenziata l’organizzazione»
- Marco Andreoli: «Medici e infermieri sono pagati troppo poco»
- Marco Franzoni: «Serve un patto per la Bassa Veronese»
- Claudia Barbera: «L’ambiente dev’essere una priorità»
- Matteo Pressi: «Serve una limitazione delle locazioni turistiche»
- Bigon (PD) e Andreoli (FdI) a D Giovedì: sanità e sociale
- Piccinini (FdI) e Nalin (Manildo) a confronto: le sfide per il futuro del Veneto
- Pressi (Lega) e Venzon (AVS) a D Giovedì: giovani, casa e lavoro
- Verzè (Le Civiche Venete) e Pizzighella (Forza Italia) a confronto: le sfide per Verona
- Grange (UDC) e Fermo (Le Civiche Venete) a confronto: quali sostegni per le imprese?
- Territorio e infrastrutture, il confronto fra Bertucco (AVS) e Falzi (Forza Italia) a D Giovedì
- Fabio Bui: «Lontani dai partiti, vicini ai veneti»
- Marco Rizzo: «Autonomia? Per il Veneto lo statuto speciale»
- Quali priorità per il territorio? Gerardo (PD) e De Grandis (FI) a confronto a D Giovedì
- Taddei (AVS) e Giaretta (UDC) a confronto: quali priorità per la pianura veronese?
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