Manovra 2026, stop all’aumento dell’età pensionabile solo per lavori usuranti

di Redazione

| 16/10/2025
Il governo conferma la “sterilizzazione selettiva” prevista dal Documento di bilancio. Dal 2027 l’età pensionabile salirà a 67 anni e 3 mesi, salvo deroghe per categorie fragili e over 64.

La Manovra 2026, attesa in approvazione dal Consiglio dei ministri, interviene sul tema delle pensioni con una misura mirata: lo stop all’aumento dell’età pensionabile riguarderà soltanto i lavori gravosi e usuranti. Lo stabilisce il Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato alla Commissione Ue, che conferma l’aumento graduale dei requisiti nel biennio 2027-2028, in linea con l’adeguamento alla speranza di vita Istat.

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Senza correttivi, dal 1° gennaio 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirebbe da 67 a 67 anni e 3 mesi, come previsto dalla legge Fornero. Il governo punta però a una sterilizzazione selettiva, che potrebbe includere anche i lavoratori over 64 o con carriere usuranti. Una deroga estesa a tutti costerebbe circa 3 miliardi di euro l’anno, cifra incompatibile con i vincoli di bilancio europei.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di un equilibrio tra «sostenibilità dei conti e giustizia sociale». Tra le ipotesi, anche un aumento graduale: un mese in più nel 2027, due nel 2028, fino a tre nel 2029, per distribuire l’impatto sui lavoratori.

Accanto alla previdenza, la manovra destina nuove risorse ai caregiver familiari e alle madri lavoratrici con almeno due figli, oltre al rifinanziamento della Carta dedicata a te per i beni alimentari. Il pacchetto complessivo vale 18 miliardi di euro, sostenuto da circa 4,4 miliardi provenienti da banche e assicurazioni.

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Reazioni e prospettive

Le opposizioni e i sindacati criticano la scelta del governo, accusandolo di incoerenza. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha parlato di un «paradosso»: «Sono andati al governo dicendo che avrebbero cancellato la Fornero, e invece stanno peggiorando le pensioni». Dalla Lega, il vicepremier Matteo Salvini ha invece definito «inaccettabile» qualsiasi aumento che non tenga conto della vita reale di chi lavora nei cantieri o nei turni notturni.

Sul piano tecnico, l’Ufficio parlamentare di bilancio, con la presidente Lilia Cavallari, ha ricordato che l’adeguamento serve a garantire la sostenibilità del sistema contributivo e assegni più solidi nel lungo periodo. Rinviare oggi, ha avvertito, rischierebbe di creare uno “scalone” nel 2029, quando scatterà la prossima revisione legata alla speranza di vita.

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