Strage di Castel d’Azzano, la sindaca: «Il Comune aveva cercato di aiutarli»

Redazione

| 15/10/2025
Secondo la sindaca di Castel d'Azzano, Elena Guadagnini, «i servizi sociali si erano attivati e il Comune aveva cercato un dialogo con i fratelli Ramponi, ma senza successo».

Il Comune aveva offerto aiuto ai fratelli Ramponi. È quanto ha affermato la sindaca di Castel d’Azzano, Elena Guadagnini, all’indomani della tragica esplosione di un casolare, che ha provocato la morte di tre Carabinieri.

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«I servizi sociali si sono attivati e il Comune ha cercato di creare un dialogo con queste persone Purtroppo le cose sono rimaste su una strada ferma. Queste persone sono rimaste ferme nella loro chiusura», è infatti quanto ha affermato la prima cittadina, come ha riportato TGR Veneto.

Secondo la ricostruzione, durante una perquisizione dei Reparti Speciali dell’Arma alla ricerca di esplosivi, Maria Luisa Ramponi avrebbe acceso una molotov e lanciato contro una bombola del gas volutamente aperta. I fratelli, agricoltori residenti nel casolare privo di luce e gas, avevano più volte minacciato di far saltare l’edificio, oggetto di una procedura esecutiva.

L’immobile, sottoposto a pignoramento per un mutuo mai rimborsato, sarebbe stato messo all’asta il 23 ottobre. Una vicenda giudiziaria avviata almeno dal 2018.

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