Mattarella promulga la legge sulla festa di San Francesco, ma invita il Parlamento a correggerla
di Redazione
Il 4 ottobre diventa ufficialmente festa nazionale in onore di San Francesco, patrono d’Italia, ma la legge che istituisce la ricorrenza, promulgata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presenta alcune criticità.
Nel firmarla, il Capo dello Stato ha infatti inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato chiedendo interventi correttivi per chiarire le disposizioni contenute nel testo.
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Festa di San Francesco: Mattarella promulga la legge
La norma approvata dal Parlamento prevede che il 4 ottobre sia al tempo stesso una festività nazionale dedicata a San Francesco e una solennità civile dedicata a Santa Caterina da Siena, co-patrona d’Italia.
Due qualificazioni giuridiche diverse che, secondo Mattarella, non possono coesistere: la prima comporta la chiusura di scuole e uffici pubblici, la seconda prevede invece iniziative e cerimonie commemorative nelle scuole e nelle istituzioni.
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«La medesima giornata non può essere qualificata, al contempo, sia festività nazionale sia solennità civile», ha scritto il presidente, sottolineando «l’esigenza che i testi legislativi presentino contenuti chiari e inequivoci». Mattarella ha quindi invitato il Parlamento a coordinare le due disposizioni, suggerendo di unificare la celebrazione dei due santi patroni in un’unica ricorrenza.
La legge, approvata con ampia maggioranza trasversale, entrerà in vigore dal 2026, in coincidenza con l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco. Mentre da Assisi, i frati del Sacro Convento si sono limitati a commentare che si tratta di “considerazioni giuridiche”, ribadendo la volontà di celebrare la ricorrenza come simbolo di pace, fraternità e rispetto.
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