Fattore Famiglia, uno strumento per ridistribuire la ricchezza

Anche il Comune di Verona potrebbe adottare il nuovo Fattore Famiglia. Bisognerà attendere i risultati dello studio di fattibilità firmato oggi per capire quale impatto avrebbe l'applicazione dello strumento Dopo l'esperienza (positiva) a Castelnuovo del Garda, il Fattore Famiglia potrebbe essere adottato anche nel Comune di Verona. Questa mattina a Palazzo Barbieri, la firma del protocollo di intesa…

Anche il Comune di Verona potrebbe adottare il nuovo Fattore Famiglia. Bisognerà attendere i risultati dello studio di fattibilità firmato oggi per capire quale impatto avrebbe l’applicazione dello strumento

Dopo l’esperienza (positiva) a Castelnuovo del Garda, il Fattore Famiglia potrebbe essere adottato anche nel Comune di Verona.

Questa mattina a Palazzo Barbieri, la firma del protocollo di intesa per la realizzazione di uno studio di fattibilità per l’adozione del Fattore Famiglia, alla presenza del sindaco Federico Sboarina.

Il Nuovo Fattore Famiglia definisce un indicatore socio economico adottabile dalle amministrazioni locali su scala nazionale e permette piani tariffari per i servizi di pubblica utilità adeguati alle condizioni delle famiglie bisognose.

Frutto di uno studio condotto dalla cooperativa sociale Economics Living Lab, spin off dell’Università di Verona, il Fattore Famiglia è uno strumento che ha come obiettivo quello di ottimizzare l’impiego delle risorse dell’amministrazione comunale, che può così erogare prestazioni agevolate a chi è in stato di effettivo bisogno e in misura percepita come giusta dai fruitori del servizio.

Cos’è il Fattore Famiglia? 

Si tratta di una riparametrizzazione dell’ISEE prevista dalla normativa nazionale.

Come funziona?

Partendo dall’ISE (indicatore della situazione economica), Economics Living Lab applica dei coefficienti diversi da quelli che applica la legge nazionale, che determina a valori ISEE  in media inferiori del 25%.

Una volta che viene determinato l’ISEE, l’applicazione pratica alle tariffe agevolate avviene così:

  • si verifica se la famiglia ha diritto ad accedere alle agevolazioni sulla base della definizione di una soglia minima (di reddito ISEE), al di sotto della quale le famiglie hanno diritto all’agevolazione massima, e una soglia di eleggibilità al di sopra della quale le famiglie non hanno diritto alle agevolazioni
  • a differenza di quanto avviene normalmente, la tariffa agevolata non è più determinata in base allo scaglione di reddito, ma è una funzione lineare del reddito. Per cui ad ogni euro in più o in meno di reddito ISEE corrisponde una diversa tariffa agevolata

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