Bruno Vespa contro l’attivista della Flotilla: «Non ve ne frega niente di dare aiuti alle persone»

Redazione

| 02/10/2025
Il conduttore di Porta a Porta ha incalzato Tony La Piccirella, membro della missione umanitaria, sulla scelta di non accettare l'offerta di Pizzaballa.

Bruno Vespa ha scatenato una polemica nazionale durante la puntata del 30 settembre scorso di Porta a Porta, quando ha avuto un acceso confronto con Tony La Piccirella, portavoce della Global Sumud Flotilla, missione umanitaria diretta a Gaza.

Il conduttore ha accusato la Flotilla di non essere realmente interessata a portare aiuti alla popolazione locale, ma piuttosto di perseguire un’agenda politica.

In particolare, Vespa ha criticato il rifiuto dell’organizzazione di accettare la proposta del cardinale Pierbattista Pizzaballa di lasciare gli aiuti a Cipro per una successiva distribuzione a Gaza, suggerendo che tale rifiuto fosse motivato da obiettivi diversi dalla solidarietà umanitaria.

La discussione si è intensificata quando La Piccirella ha spiegato che l’obiettivo della missione era aprire un canale diretto con Gaza, senza intermediari. Vespa ha risposto con durezza, insinuando che la Flotilla non fosse interessata al benessere della popolazione di Gaza, ma piuttosto a ottenere visibilità e legittimazione politica. Le sue parole hanno suscitato indignazione tra i sostenitori dell’iniziativa, che hanno criticato il tono e il contenuto dell’intervento del giornalista.

Scoppia la polemica sulle parole di Bruno Vespa

La polemica ha avuto ripercussioni anche in ambito politico. Il capogruppo M5S in commissione di vigilanza RAI, Dario Carotenuto, ha definito gli insulti di Vespa alla Flotilla una “vergogna per il servizio pubblico”, chiedendo un intervento da parte dell’azienda. Alcuni commentatori hanno sottolineato come l’episodio evidenzi limiti nelle modalità di confronto televisivo e nella gestione dei temi sensibili.

Questo scontro – così come quello tra Gianfranco Fini e Lilli Gruber sul riconoscimento dello stato palestinese – ha messo in luce le tensioni tra attivismo umanitario e narrazione mediatica, sollevando interrogativi sul ruolo dei media nel trattare temi complessi come la crisi di Gaza.

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