Tajani chiede il candidato sindaco a Verona per Forza Italia

di Alessandro Bonfante

| 28/09/2025
Per il candidato alle regionali del centrodestra si attende il risultato delle Marche. È il vero test nazionale per il centrodestra prima delle decisioni su Veneto, Puglia e Campania. Intanto Forza Italia chiede il candidato sindaco a Verona.

Forza Italia chiederà agli alleati il candidato sindaco a Verona in vista delle elezioni amministrative 2027. Lo ha detto il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, alla festa del partito a Telese Terme (Benevento): «Pensiamo di chiedere il candidato a sindaco di Verona, dove l’ultima volta abbiamo perso perché eravamo divisi», come riporta TgCom24.

Nel 2022, alle elezioni poi vinte da Damiano Tommasi, il centrodestra si era infatti presentato con Fratelli d’Italia e Lega a sostegno dell’uscente Federico Sboarina, e Forza Italia a sostegno dell’ex sindaco Flavio Tosi, entrato nel partito fra primo e secondo turno e poi diventato coordinatore regionale.

Si tratterebbe di una contropartita per FI nell’ambito delle contrattazioni per le candidature alle elezioni regionali in Veneto. Sul vertice di maggioranza Tajani ha precisato: «Non c’è una data fissata ma lo faremo presto».

Il candidato proposto da Forza Italia per Verona, non è difficile immaginarlo, sarebbe con tutta probabilità Flavio Tosi.

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L’attesa del candidato

Intanto il centrodestra veneto resta in attesa. A meno di due mesi dal voto fissato per domenica 23 e lunedì 24 novembre – stesse date anche per Campania e Puglia – la coalizione infatti non ha ancora definito il nome del candidato presidente.

Intanto, a segnare il ritmo della politica nazionale sono le regionali nelle Marche, dove si vota oggi e domani (domenica 28 e lunedì 29 settembre). Si vota anche in Valle d’Aosta, solo oggi, ma le peculiarità del territorio e del sistema elettorale non rendono la piccola regione montana un banco di prova significativo.

La sfida nelle Marche è soprattutto tra il governatore uscente Francesco Acquaroli (centrodestra) e Matteo Ricci (centrosinistra). È una competizione osservata speciale: fungerà da test per gli equilibri della coalizione di governo.

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Sul tavolo veneto, il pressing della Lega: da Pontida Luca Zaia ha ribadito che «se il candidato sarà della Lega, sarà Alberto Stefani», alzando l’asticella del negoziato con gli alleati. Matteo Salvini aveva inoltre confermato che il deputato è «a disposizione del centrodestra in Veneto». Fratelli d’Italia, forte dei risultati alle Politiche 2022 e alle Europee 2024 in regione, rivendica però un proprio ruolo nella scelta.

Che i vertici nazionali avessero intenzione di aspettare l’esito marchigiano lo si è capito nelle ultime settimane: più appuntamenti tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi non hanno prodotto decisioni definitive, con la linea – esplicita o implicita – del “prima Marche e Calabria, poi il resto”. In Calabria si vota il 5 e 6 ottobre.

Per il Veneto, quindi, la trattativa resta aperta. La Lega ha già messo in campo l’“effetto Zaia”, con il governatore uscente proiettato nel ruolo di capolista trainante in tutte le province e una campagna elettorale a suon di cartelloni 6×3 sul territorio.

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