Beni confiscati alle mafie: da frutto avvelenato a risorsa

Redazione

| 27/09/2025
Se ne parlerà il prossimo 11 ottobre nel convegno “Valorizzazione dei beni confiscati: prospettive sociali ed economiche” alla Biblioteca Civica di Verona.

L’11 ottobre a Verona si terrà il convegno “Valorizzazione dei beni confiscati: prospettive sociali ed economiche”. L’iniziativa promossa da Emmaus e Cia Verona, Confederazione Italiana Agricoltori, nasce dalla collaborazione tra istituzioni e realtà associative e intende richiamare l’attenzione pubblica su un’urgenza che emerge con forza dall’esperienza dei comuni e delle associazioni del mondo imprenditoriale e del terzo settore.

«Il riutilizzo dei beni confiscati è, da sempre, – è intervenuta l’assessora alla Legalità e alla trasparenza Stefania Zivelonghi – uno degli strumenti più efficaci e simbolicamente potenti nel contrasto alle mafie. Colpire i patrimoni criminali significa agire in profondità, restituendo risorse alla collettività e dando un messaggio chiaro: il sistema c’è e deve funzionare. Ma perché questo sistema funzioni davvero, serve attenzione, confronto e consapevolezza diffusa. L’appuntamento dell’11 ottobre a Verona sarà un’occasione preziosa per approfondire questi temi e, soprattutto, per portarli fuori dal circuito degli addetti ai lavori. Parlare di beni confiscati significa contribuire concretamente a una cultura della legalità che si traduce in azioni, risultati e valore per tutti».

Marta Turolla, direttrice della Confederazione Italia Agricoltori Verona, ha espresso forte preoccupazione per l’aumento dell’infiltrazione mafiosa nell’economia, aggravata dalle fragilità post-pandemiche.

L’avvocato Rosario Di Legami ha evidenziato come la confisca sia uno strumento fondamentale e ineludibile nella lotta alla criminalità organizzata, ma ha anche richiamato le difficoltà operative legate alla normativa vigente, che spesso rallenta i percorsi di riassegnazione. Ha portato esempi concreti di utilizzo virtuoso: dall’accoglienza dei profughi ucraini all’impiego di camion per la Protezione civile, fino alla cessione di quote aziendali sequestrate a grandi player del settore energetico.

Andrea Lavagnoli, presidente della CIA Verona, ha messo al centro l’agricoltura come motore di rigenerazione. « beni confiscati sono spesso terreni agricoli: mi piace pensare che ogni frutto prodotto su quella terra sia l’antidoto ai frutti velenosi della criminalità». Per Lavagnoli, quei beni sono veri cantieri di futuro: non solo per giovani agricoltori, ma anche per operatori sociali, studenti, innovatori, in grado di costruire una nuova forma di comunità basata su dignità, lavoro e cittadinanza attiva.

Luigino De Guidi, presidente di Emmaus Aselona, ha richiamato l’esperienza delle comunità Emmaus nella riabilitazione sociale attraverso il lavoro e la vita condivisa. Ma ha anche lanciato un allarme: il principale ostacolo al reinserimento è oggi l’accesso alla casa. «Mancano abitazioni disponibili per chi è pronto a uscire dalla comunità – ha detto – e l’emergenza abitativa è acuita dal fenomeno delle case sfitte e degli affitti brevi».

Renzo Fior, fondatore delle comunità Emmaus di Villafranca e Aselona ha ribadito il legame profondo tra l’esperienza di Emmaus e i valori opposti alla mentalità mafiosa. Ha ricordato i beni confiscati già riutilizzati da Emmaus in altre città italiane, ma ha anche denunciato la difficoltà concreta di accedere a questi patrimoni: «abbiamo esperienza, competenza e persone da accogliere – ha dichiarato – ma senza case disponibili, tutto si blocca. Se questo convegno può lasciare un segno, sia quello di aprire finalmente l’accesso agli immobili confiscati per rispondere ai bisogni reali della nostra provincia».

Il convegno si svolgerà l’11 ottobre 2025 alle ore 9.30, nella Sala Farinati all’interno della Biblioteca Civica di Verona. La giornata si aprirà con un omaggio a Paolo Borsellino e a Rita Atria (“Rituzza a picciridda”), affidato all’attore e regista teatrale Mario Palmieri. A seguire, gli interventi istituzionali del Prefetto di Verona, Demetrio Martino, del Coordinatore della Consulta per la Legalità della Camera di Commercio Pietro Scola e dell’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona, Luisa Ceni. 

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