Maltrattamenti alla madre, 37enne arrestato a Caprino Veronese

Redazione

| 16/09/2025
Un uomo è stato arrestato dai Carabinieri per gravi e reiterati maltrattamenti contro la madre 68enne; ha rifiutato il braccialetto elettronico e si trova ora in carcere a Montorio.

Nel tardo pomeriggio di sabato 13 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Caprino Veronese hanno tratto in arresto in esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere un uomo di 37 anni, originario di Caprino Veronese, ritenuto responsabile di gravi e reiterati maltrattamenti nei confronti della madre 68enne, convivente.

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Il provvedimento nasce da un intervento dei militari effettuato lo scorso 12 settembre, quando è giunta alla Centrale Operativa una chiamata effettuata dall’anziana nonna ultranovantenne, madre della vittima, la quale chiedeva l’immediato intervento delle Forze dell’Ordine. Immediatamente, giungevano sul posto, i carabinieri della Stazione di Caprino Veronese che, dopo aver messo in sicurezza la signora, hanno subito iniziato a costruire il quadro della vicenda, scoprendo una situazione quanto mai esasperata che si protraeva da tempo.

La vittima, dopo l’ennesimo episodio di violenza, fisica e verbale, ha quindi deciso su suggerimento dei Carabinieri di formalizzare la denuncia e di avvalersi dell’assistenza e del collocamento presso presso il centro antiviolenza del Pronto Intervento Sociale della ULSS9 scaligera. Mentre l’uomo, già noto alle autorità per condotte aggressive, nonostante l’intervento dei Carabinieri si è mostrato particolarmente irruento anche contro di loro.

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Sulla base delle dichiarazioni raccolte e del grave quadro indiziario ricostruito dai militari dell’Arma, la Procura della Repubblica di Verona ha richiesto al Giudice per le indagini preliminari l’adozione di un provvedimento urgente. Il G.I.P. del Tribunale scaligero, accogliendo le richieste della predetta A.G., ha così disposto l’allontanamento del 37enne dalla casa familiare stabilendo, al contempo, il divieto di avvicinamento alla parte offesa a meno di 500 metri di distanza.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, inoltre, ha offerto la possibilità di evitare la detenzione in carcere attraverso l’applicazione del braccialetto elettronico, misura meno afflittiva e finalizzata a garantire l’immediato allontanamento dalla casa familiare mantenendo una concreta forma di controllo; tuttavia, in modo del tutto consapevole e intenzionale, l’uomo ha fermamente rifiutato tale opportunità, non accettando l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo. A tal punto, a fronte del citato rifiuto allo stesso veniva contestualmente applicata la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita con immediatezza dai Carabinieri.

Il soggetto è stato dunque tradotto presso la Casa Circondariale Montorio di Verona ove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Si rappresenta infine che per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.

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