COVID-19: cresce in Italia la variante Stratus, OMS: «Sintomi intensi ma rischio basso»

Redazione

| 12/09/2025
Aumentano i casi in Italia e all’estero con la sottovariante ricombinante XFG. Nessun segnale di maggiore gravità, ma attenzione ai soggetti fragili.

È tornato a crescere il numero di casi di COVID-19 in Italia, con un aumento legato in particolare alla diffusione della variante Stratus (XFG), sottovariante ricombinante di Omicron, nata dall’unione dei lignaggi LF.7 e LP.8.1.2.

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Designata come Variante Sotto Monitoraggio (VUM) dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) all’inizio dell’estate, la XFG si sta diffondendo in vari Paesi – in particolare negli Stati Uniti – e anche in Italia sta contribuendo alla risalita dei contagi.

Secondo l’OMS, il rischio globale aggiuntivo è valutato come “basso”: i vaccini aggiornati restano efficaci contro le forme sintomatiche e gravi, così come gli antivirali principali.

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I sintomi di Stratus sono simili a quelli di altre varianti: raffreddore, tosse, febbre, cefalea, ma emergono con maggiore frequenza mal di gola molto intenso (definito da alcuni come “mal di gola a lametta”) e raucedine. Si segnalano anche stanchezza, dolori muscolari, congestione nasale e, in alcuni casi, disturbi gastrointestinali.

L’aumento dei casi non dipende unicamente da Stratus, ma da fattori stagionali e comportamentali: maggiore permanenza in ambienti chiusi, riapertura di scuole e uffici, e una copertura vaccinale in calo con l’affievolirsi dell’effetto dei booster.

Gli esperti invitano a rafforzare le vaccinazioni in vista dell’autunno, in particolare nei soggetti over 60 e fragili. Per chi avverte mal di gola intenso, è consigliato idratare abbondantemente, umidificare gli ambienti, evitare il fumo e valutare, con supervisione medica, l’uso di farmaci per alleviare i sintomi.

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