Chikungunya nel Veronese, appello alla cittadinanza: «Collaborate»

di Alessandro Bonfante

| 11/09/2025
Valpolicella la zona calda: dal 6 agosto sono stati confermati 34 casi autoctoni e altri due in fase di accertamento. Bisogna evitare ogni ristagno di acqua.

Serve la collaborazione di tutti i cittadini, oltre all’impegno delle istituzioni, per affrontare la diffusione del virus Chikungunya, trasmesso in prevalenza dalle zanzare tigre e con un focolaio attivo in Valpolicella. È l’appello lanciato oggi dalla Regione Veneto e dall’Ulss 9 Scaligera, che hanno fatto il punto sui contagi.

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Nel servizio le interviste a Francesca Russo, direttrice del Dipartimento Prevenzione Regione del Veneto, Giovanna Varischi, direttrice del SISP Servizio Igiene Salute Pubblica ULSS 9 Scaligera, e Salvatore Falcone dell’UOS Salute e Ambiente ULSS 9 Scaligera.

Da un lato proseguono le attività di prevenzione secondo le indicazioni regionali da parte di amministrazioni comunali e ULSS 9 Scaligera con il Dipartimento di Prevenzione, con nuovi interventi di disinfestazione e azioni porta a porta per mantenere sotto controllo la presenza di zanzare e tutelare la salute della comunità. Dall’altro, l’aumento dei casi di infezione registrato nelle ultime due settimane, evidenzia la necessità che i cittadini si rendano conto di quanto le loro azioni incidano sull’evolversi della situazione. Ciascuno è quindi parte attiva del processo, che può contribuire a interrompere o, al contrario, favorire.

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Aggiornamento contagi

Dal 6 agosto (data del primo caso) a oggi i casi notificati al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica di residenti nel territorio dell’Azienda ULSS 9 Scaligera senza storia di viaggi all’estero (casi autoctoni) affetti da Chikungunya sono 34 accertati e 2 probabili in fase di accertamento. Nessuno risulta ricoverato.

Di questi, 18 casi sono residenti nel Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, con una maggiore concentrazione nella frazione di Domegliara. Questa località risulta essere il luogo di esposizione anche di altri casi presenti in altri Comuni (tra cui San Pietro in Cariano, Dossobuono e Parona).

Ulss 9 Chikungunya (punto stampa 11 settembre 2025)

Negli ultimi 10 giorni i casi sono aumentati più rapidamente. Una causa di questo incremento è da individuare nella poca attenzione nell’adottare le buone pratiche, da parte dei cittadini, per prevenire sia le punture di insetto (tramite l’uso di spray repellenti cutanei e abbigliamento di colore chiaro e coprente più ampie superfici del corpo), sia la loro proliferazione.

Fondamentale, infatti, l’eliminazione di contenitori dove può accumularsi l’acqua, tenendoli sempre capovolti, evitando il ristagno di acqua nei vasi e sottovasi all’aperto, nel giardino o sul balcone, interrompendo in tal modo il ciclo riproduttivo delle zanzare. La Chikungunya, infatti, non si trasmette da persona a persona, ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes (zanzare tigre) infette.

Il mese di settembre tra l’altro è ricco di momenti di aggregazione sociale importanti, quali sagre e fiere. Al fine di rendere più sicuri questi momenti, i Comuni attuano nei giorni a ridosso degli eventi, in via preventiva, una disinfestazione utile ad abbattere la presenza di zanzare.

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Ulss 9 Chikungunya (punto stampa 11 settembre 2025)
Patrizia Benini, Francesca Russo, Salvatore Falcone

Campagna di sensibilizzazione e regole da seguire

Nei giorni scorsi l’ULSS 9 ha attivato una massiccia campagna di sensibilizzazione per fornire alla popolazione indicazioni e informazioni al fine di controllare, contenere, fino ad arrivare a bloccare, i focolai attualmente presenti. Un’azione effettuata in stretta collaborazione e con la supervisione dell’Istituto Zoprofilattico veneto oltre che con il supporto  dell’Istituto Superiore di Sanità.

Queste le regole da seguire per contrastare la diffusione del virus di Chikungunya e per proteggersi:

  • Eliminare i contenitori che possono accumulare acqua anche in piccole quantità, come secchi e sottovasi, e ricordarsi di tenerli sempre capovolti
  • Evitare il ristagno di acqua nei vasi e sottovasi all’aperto oppure svuotarli almeno una volta alla settimana: le uova di zanzara non si sviluppano e le larve vengono eliminate
  • Coprire con zanzariere o teli di plastica vasche e bidoni senza lasciare fessure: così si impedisce la deposizione delle uova
  • Mettere pesci in fontane e vasche all’aperto: si nutrono delle larve di zanzare
  • Trattare i tombini privati e le vasche all’aperto con larvicidi seguendo le istruzioni in etichetta
  • Utilizzare zanzariere alle finestre; l’aria condizionata tiene lontano le zanzare
  • In ambienti chiusi o riparati si possono usare diffusori di insetticidi: ricordarsi di arieggiare il locale prima di soggiornarvi
  • Proteggersi dalla puntura delle zanzare con repellenti registrati e di comprovata efficacia, seguendo attentamente le istruzioni riportate sul prodotto
  • Indossare vestiti preferibilmente di colore chiaro, senza lasciare aree estese del corpo scoperte.

Durante il periodo di esecuzione del trattamento di disinfestazione, è inoltre chiesto ai cittadini di restare al chiuso con finestre e porte ben chiusi e di sospendere il funzionamento di impianti di ricambio d’aria come i condizionatori. Vanno tenuti al chiuso eventuali animali domestici e proteggere i loro ricoveri e ciotole e abbeveratoi. Attenzione anche alla frutta e verdura degli orti e delle coltivazioni, che va coperta durante i trattamenti.

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