Francia, 175mila in piazza per “Bloquons Tous”: proteste, scontri e 473 fermi

Redazione

| 11/09/2025
La manifestazione nata sui social è crescuita con tafferugli in varie città e il battesimo politico del nuovo premier Sébastien Lecornu.

Era cominciata in sordina la giornata di protesta nazionale “Bloquons Tous”, ma nel corso delle ore ha registrato un’adesione crescente fino a raggiungere 175mila manifestanti in tutta la Francia. Partita dai social come opposizione trasversale a Emmanuel Macron, la mobilitazione si è trasformata in un test importante anche per il nuovo primo ministro Sébastien Lecornu, alla sua prima uscita pubblica da capo del governo dopo il passaggio di consegne con François Bayrou.

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Il ministero dell’Interno aveva previsto circa 100.000 partecipanti, ma il numero finale ha superato le aspettative. Inizialmente, la giornata sembrava non decollare: pochi disagi, trasporti regolari, uffici aperti e solo il 4% di assenze nel pubblico impiego. Tuttavia, con il passare delle ore, le tensioni sono aumentate in diverse città.

A Parigi, i momenti più critici si sono vissuti con il lancio di lacrimogeni e sassi, incendi di cassonetti e motorini, e l’evacuazione del centro commerciale Les Halles per timore di saccheggi organizzati. In serata, un ristorante coreano è andato a fuoco nel centro della capitale: secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero state causate da lacrimogeni lanciati dalla polizia.

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A Lione e Rennes gli scontri tra manifestanti – tra cui alcuni black bloc – e forze dell’ordine sono durati più a lungo. Il bilancio finale parla di 473 fermi, di cui 105 arresti confermati, quasi tutti di natura preventiva.

Nonostante la forte componente spontanea e la mancanza di risorse, il movimento ha ricevuto l’appoggio di La France Insoumise e di una parte della sinistra francese nelle ultime settimane. Elevata anche la partecipazione degli studenti, con decine di licei occupati fin dal mattino.

Il nuovo premier Lecornu, in visita al centro di crisi del ministero dell’Interno, ha dichiarato di voler «rompere con il passato, nel metodo e nella sostanza», chiudendo il suo discorso con un incoraggiante «Ce la faremo». Da parte sua, Jordan Bardella del Rassemblement National ha dichiarato che il suo partito non presenterà una mozione di sfiducia immediata, ma valuterà i primi atti concreti del nuovo governo.

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