Emergenza abitativa a Verona, il Piano casa del Governo non basta per il PD
di Alessandro Bonfante
L’emergenza abitativa è un problema in molte città grandi e piccole. Varie fasce della popolazione, anche a Verona, faticano a trovare immobili da acquistare o affittare pur avendo un reddito regolare. Ne ha parlato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un incontro al recente Meeting di Rimini: «Una delle priorità sulle quali intendiamo lavorare insieme al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ringrazio, è un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie. Perché senza una casa è difficile costruire una famiglia».
In attesa di ulteriori interventi del Governo, per ora è previsto un finanziamento di 660 milioni di euro su base pluriennale. Troppo poco secondo il Partito Democratico, come ha evidenziato oggi il segretario provinciale di Verona Franco Bonfante, insieme alla coordinatrice del Tavolo casa PD Verona Alessandra Salardi e al responsabile Casa e Terzo settore Gianfranco Falduto.
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L’analisi del PD Verona
«A Verona l’emergenza abitativa è diventata ormai una crisi abitativa strutturale: gli affitti aumentano, le domande di edilizia popolare in pochi anni sono raddoppiate e gli sfratti crescono anche per famiglie non morose, spinte fuori dal mercato dagli affitti turistici. In questa situazione drammatica, il Governo rilancia un Piano Casa che si rivela del tutto inadeguato e la Regione Veneto latita come se non esistesse alcuna crisi» dicono gli esponenti del PD Verona.
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I numeri dell’emergenza a Verona
- Graduatorie per alloggi popolari cresciute del 55% in due anni: 883 famiglie in graduatoria nel bando 2021 verso 1.371 nel 2023.
- Circa 250 alloggi all’anno vengono riassegnati da AGEC, a fronte di un fabbisogno ben maggiore: 763 le domande raccolte nel 2024 per condizioni di emergenza abitativa.
- Oltre 17mila case sfitte in città, molte delle quali pubbliche.
- Sfratti in aumento, spesso per disdetta legata all’uso turistico degli appartamenti.
«L’amministrazione comunale quest’anno ha stanziato 1,5 milioni di euro per finanziare AGEC per la ristrutturazione degli alloggi sfitti» spiega Falduto. Inoltre « si sta costituendo l’Agenzia sociale per l’abitare, dove l’amministrazione comunale ecco svolgerà un ruolo di cabina di regia, coordinandosi con le realtà del terzo settore, le realtà economiche e produttive della città, perché è un problema che deve essere affrontato a 360 gradi».

Concludono Bonfante, Salardi e Falduto: «Verona ha bisogno di politiche nazionali e regionali coerenti che sostengano e potenzino gli sforzi locali già avviati. Tagliare i fondi per gli affitti e proporre un piano con risorse insufficienti significa lasciare sole migliaia di famiglie, ignorare la crisi abitativa nella propria Regione. Il Governo e la Regione cambino rotta: servono investimenti veri e immediati, non annunci».
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