Presidio di educatrici e insegnanti a Verona: «Quest’anno niente bolle di sapone»

Redazione

| 02/09/2025
Educatrici e insegnanti dei nidi e scuole comunali hanno manifestato ieri sera in Gran Guardia denunciando carenze di personale, mancata stabilizzazione e assenza di sorveglianza sanitaria.

Decine di insegnanti delle scuole dell’infanzia e delle educatrici dei nidi comunali hanno manifestato nella serata di lunedì 1 settembre sulle scalinate della Gran Guardia, al termine dell’evento formativo organizzato dal Comune di Verona per l’avvio del nuovo anno scolastico dei servizi Zerosei.

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Il presidio, promosso da Cgil, Uil, Csa e Snals/Confsal, aveva un titolo eloquente: “Promesse del Comune di Verona: quest’anno niente bolle di sapone!”. Un’iniziativa simbolica per ribadire le criticità irrisolte: carenza di personale, aumento dei carichi di lavoro, mancate stabilizzazioni, sorveglianza sanitaria ancora in attesa e diritti contrattuali spesso compressi.

«La carenza di personale è stato il leitmotiv degli ultimi anni – denunciano i sindacati – senza soluzioni stabili che garantiscano sostituzioni in caso di malattia, con il risultato di gravare sulle colleghe in servizio. Questo non solo mette a rischio la salute delle lavoratrici, ma anche quella dei bambini affidati alle loro cure».

Protesta Maestre Verona 01.09 (1)

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Altro nodo cruciale è quello delle assunzioni: «Le stabilizzazioni appaiono e scompaiono nel PIAO come bolle di sapone – si legge nella nota –. Il Comune ha formato personale prezioso che rischia di perdere a causa di contratti a termine. Le stabilizzazioni sono fondamentali per dare continuità educativa e riconoscere la professionalità di chi lavora nei servizi».

Non meno importante il tema della salute: «Le educatrici e le insegnanti meritano una sorveglianza sanitaria adeguata, che spetta di diritto. Ma ancora la stanno attendendo», sottolineano le sigle, ricordando i rischi legati all’età e alla natura stessa del lavoro con la prima infanzia.

Infine la questione del dialogo: «Quante volte abbiamo appreso notizie dai giornali prima che dai canali ufficiali? – osservano i sindacati –. Servono risposte chiare, tempestive e trasparenti, non comunicazioni parziali o posticipate».

Da qui l’appello diretto al Comune: «Speriamo che i propositi e le promesse non siano come le bolle di sapone: belle a vedersi, ma destinate a scoppiare. Chiediamo di prendere seriamente in considerazione le nostre preoccupazioni, senza portarci tutti allo sfinimento».

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