Patente con telecamere e auricolari: smascherato un gruppo alla Motorizzazione di Verona
di Matteo Scolari
Nuovo colpo della Polizia Locale di Verona contro i tentativi di truffa agli esami di guida. Il Laboratorio Analisi Documentale ha scoperto un gruppo di quattro persone, tra i 33 e i 38 anni, che nella stessa sessione d’esame hanno provato a superare la prova scritta con l’aiuto di telecamere, router, cellulari e auricolari nascosti.
Gli agenti hanno agito in collaborazione con i funzionari della Motorizzazione Civile di Verona, intercettando i candidati mentre cercavano di ottenere la patente senza aver mai frequentato un corso di scuola guida. Un comportamento che, se non scoperto, avrebbe potuto rappresentare un serio pericolo per la sicurezza stradale e la pubblica incolumità.
All’esterno degli uffici sono stati individuati anche i “suggeritori”, con abiti appositamente modificati per ospitare la strumentazione. Alla vista degli agenti, due dei candidati hanno tentato di occultare gli auricolari nel condotto uditivo ed è stato necessario il trasporto al Pronto soccorso per l’estrazione. Tutti e quattro sono stati segnalati alla Procura della Repubblica per falsità ideologica e falsa attribuzione di lavoro altrui da parte di aspiranti al conseguimento della patente.
Secondo quanto dichiarato dagli stessi candidati, i costi per l’assistenza tecnologica vanno da mille a quattromila euro, con tariffe in aumento. Si tratta di un business gestito in modo “professionale” da organizzazioni criminali attive su più province e anche fuori Regione. Sono in corso verifiche sulla scuola guida che ha iscritto i quattro all’esame.
Nella stessa giornata un quinto candidato è stato denunciato per falsità ideologica e materiale dopo aver tentato di convertire una patente estera falsa, un fenomeno che a Verona si conferma molto diffuso e sotto costante osservazione da parte del Laboratorio Analisi Documentale.
«Alla luce di questo incredibile episodio – spiega il comandante della Polizia Locale, Luigi Altamura – rinnoviamo l’appello ai Ministeri dei Trasporti e della Giustizia, affinché siano adottate nuove norme rispetto a quelle di un secolo fa. La legge nr. 475 del 1925 è ormai superata: occorre introdurre aggravanti specifiche al reato di truffa per consentire anche l’arresto in flagranza. Ne va della sicurezza stradale e della pubblica incolumità, considerata la vastità del fenomeno a livello nazionale».
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