Nove anni fa, il terremoto di Amatrice

Redazione

| 24/08/2025
Veglie, fiaccolate e messe nelle comunità colpite dal terribile sisma del 2016: i sindaci ribadiscono la necessità di una ricostruzione concreta, tra memoria e desiderio di rinascita.

A nove anni dal sisma del 24 agosto 2016, le comunità del Centro Italia si sono riunite per ricordare le vittime e rinnovare l’appello a una ricostruzione più rapida e concreta.

Ad Amatrice, per la prima volta non sono state invitate formalmente le istituzioni. Una scelta dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giorgio Cortellesi, per dare spazio esclusivo al dolore della comunità. La cerimonia si è aperta con una veglia notturna e una fiaccolata nel centro storico, conclusasi alle 03:36 con la lettura dei nomi delle vittime. In mattinata è stata deposta la corona del governo al monumento e celebrata la messa dal vescovo di Rieti, Vito Piccinonna, che ha invitato a guardare al futuro con spirito di comunione.

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Il sindaco Cortellesi ha ribadito l’urgenza di «una ricostruzione realistica e non illusoria», chiedendo interventi su infrastrutture e servizi e rilanciando il progetto di una Amatrice moderna e resiliente.

Anche Arquata del Tronto ha celebrato il ricordo della notte tragica. Al Parco della Memoria sono stati accesi 52 lumini in omaggio alle vittime della frazione di Pescara del Tronto, mentre venivano letti uno a uno i nomi dei defunti, tra il freddo e l’umidità dell’alba. Presenti cittadini, familiari e il sindaco Michele Franchi, insieme al vescovo di Ascoli Piceno, mons. Gianpiero Palmieri, che ha parlato di una «speranza generosa, che resiste a mille fatiche».

La giornata si conclude con la messa serale nell’area Sae di Pescara del Tronto, celebrata da mons. Palmieri, a suggellare il legame indissolubile tra memoria, comunità e desiderio di rinascita.

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