Tommasi in visita al carcere di Montorio: «La tensione si percepisce»
Redazione
Il sindaco di Verona Damiano Tommasi e la vicesindaca Barbara Bissoli sono stati questa mattina, giovedì 14 agosto, in visita alla casa circondariale di Montorio, nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti di Agosto”, promossa dall’Unione Camere Penali Italiane per tenere accesi i riflettori sulla condizione delle carceri durante il periodo estivo, quando il rischio di isolamento e le criticità aumentano.
«Questi sono giorni particolari, quelli in cui si dovrebbe stare con la propria famiglia. E quindi in carcere l’assenza di tutto ciò si avverte in maniera ancora più forte. La tensione si percepisce, acuita dal fatto che durante questo periodo di festività e vacanze, la carenza di personale di sorveglianza impedisce ai detenuti di usufruire pienamente degli spazi comuni e delle attività di formazione e intrattenimento che normalmente si svolgono» ha commentato il primo cittadino all’uscita dopo la visita ispettiva.
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Tommasi già altre volte si era recato i carcere promuovendo attività di carattere sportivo, ha colto l’occasione per ribadire quanto è importante il lavoro, che rappresenta una leva per il benessere psicologico dei detenuti e delle detenute e un aspetto motivazionale importante: «Siamo più che consapevoli che il tema dell’inserimento nel mondo del lavoro è cruciale per dare non solo una possibilità di rinascita a chi ha intrapreso un percorso di vita sbagliato, ma anche dignità alla persona. E il Comune sta investendo molto in questa direzione. Il nostro assessorato ai Servizi Sociali in collaborazione con l’assessorato alla Sicurezza e alla Legalità, anche tramite il Tavolo interistituzionale per il carcere promosso dal Comune di Verona e alcune realtà del terzo settore si è attivato per creare quel link tra percorsi di vita che hanno preso strade diverse e la possibilità di rigenerazione anche grazie al lavoro. Il tutto finalizzato a un progressivo rientro nella società».
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In merito al sovraffollamento, il primo Cittadino, si è soffermato sul fenomeno dei suicidi, invitando a riflettere sul ruolo della detenzione così com’è concepita oggi: «Gli spazi sono minimi… Inoltre mi sento di ribadire come siano importanti gli affetti famigliari che motivano le persone a riprendere un percorso di vita nella legalità, accanto ad un’attività lavorativa di qualità che tolga effettivamente lo stigma dello sbaglio. Sono questi i due aspetti su cui anche le amministrazioni locali possono fare molto».
Il Tavolo tecnico sul carcere, convocato su iniziativa degli assessorati al Sociale e alla Sicurezza e Legalità, rispettivamente guidati da Luisa Ceni e Stefania Zivelonghi, raccoglie di volta in volta le istanze e le sollecitazioni di chi opera con e per il carcere: costituisce un concreto momento di confronto tra i componenti fissi, quali la Camera Penale, la Direzione dell’istituto, la magistratura di Sorveglianza e il Garante dei diritti delle persone private della libertà, e gli altri enti di volta in volta convocati secondo i temi trattati. Un contesto in cui l’amministrazione si adopera affinché le richieste pervenute possano trovare una risposta condivisa. In questo primo anno ha trovato ampio spazio il tema del lavoro e dei progetti di studio in carcere.
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