Pressioni sul ministro Schillaci per il Comitato Vaccini
di Alessandro Bonfante
Continua il pressing da più parti sul ministro della Salute Orazio Schillaci per rivedere la composizione del nuovo Comitato vaccini (Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni – NITAG), dopo le dimissioni della dirigente del dipartimento prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo.
Il motivo è la presenza, nel gruppo, di due medici noti per le loro posizioni non canoniche sui vaccini, il veronese Paolo Bellavite e il pediatra toscano Eugenio Serravalle.
Russo ha scritto, nella lettera che rifiutava la nomina, che nel NITAG «sono presenti componenti che, in passato, hanno più volte espresso pubblicamente posizioni non coerenti con le evidenze scientifiche in materia di vaccinazioni, arrivando in alcuni casi a sostenere o diffondere messaggi contrari alle strategie vaccinali nazionali».
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Stesse critiche da parte della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, con le parole del presidente Enrico Di Rosa: «Non possiamo esimerci dall’esprimere profonda contrarietà e sconcerto per la decisione di includere tra i membri del Comitato due esponenti notoriamente legati a posizioni antiscientifiche rispetto ai vaccini».
Linea condivisa dalla Federazione regionale degli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri del Veneto, della Toscana e dal Patto Trasversale per la Scienza.
Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha fatto ironia sulle nomine scrivendo «Per me è come vedere don Vito Corleone e Al Capone nominati nella commissione antimafia», «Nerone capo dei pompieri» e «Osama Bin Laden a capo dell’associazione contro l’uso dei petardi».
L’infettivologo Matteo Bassetti chiede: «Come presidente di una società scientifica (Società Italiana di Terapia Antinfettiva, ndr) mi piacerebbe conoscere i criteri di scelta che hanno portato a queste nomine. Vedere in questo gruppo ministeriale alcune figure ideologicamente contro i vaccini e a favore dell’omeopatia, credo che rappresenti uno dei punti più bassi mai toccati nella salute pubblica italiana».
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La politica
Marco Furfaro, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali, ha criticato così le nomine: «In un momento in cui servirebbe rigore, credibilità e competenza, il Ministro della Salute ricostituisce il NITAG, l’organismo che definisce le strategie vaccinali del Paese, mettendoci dentro un ortopedico, un chirurgo in pensione e due no vax».
«Le scelte del ministro Schillaci rispetto al NITAG, l’organismo chiamato a valutare le strategie vaccinali, superano l’immaginazione: ci ha piazzato due ultrà no vax come Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite» ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva.
Il Partito Liberaldemocratico – PLD Veneto sottolinea che «in un organismo tecnico consultivo chiamato a guidare le politiche vaccinali italiane devono sedere solo professionisti pienamente allineati con i principi della medicina basata sulle evidenze». E affermano i componenti veneti della Segreteria Nazionale del PLD, Del Prete, Pernice, Pezzuto: «Sottoscriviamo le parole del Dottor Matteo Bassetti: un’assurdità così grande da sembrare un’ovvietà – scienza e pseudoscienza non possono stare assieme».
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Le repliche
«Non sono contrario alle vaccinazioni ma all’obbligo» ha detto Paolo Bellavite al Corriere. «Non sono un medico no vax, per me è un’offesa, né un omeopata, ho un curriculum di tutto rispetto».
Eugenio Serravalle, l’altro membro del NITAG nel mirino insieme a Bellavite, scrive sul sito dell’Associazione di studi e informazione sulla salute (Assis), di cui è presidente, di rifiutare la definizione “no vax” e di aver «dato mandato legale di sporgere almeno quattro querele» per «alcune delle espressioni usate anche nei miei confronti».
Sulla contrarietà ai vaccini, Serravalle afferma: «No, prudenti. Applichiamo il principio di precauzione cui si ispira l’ordinamento dell’Unione Europea (in cui per altro non c’è obbligo vaccinale in 14 Paesi) e la deontologia medica che mette al primo posto la salute di ogni singolo assistito». Aggiunge inoltre: «È proprio il fatto che ci siano anche esperti “critici” che può rendere questo Gruppo di lavoro più efficace».
Le nomine
Presieduto da Roberto Parrella, Presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, tra i 22 membri designati per il nuovo NITAG figurano:
– Carlo Signorelli, professore di Igiene (Università di Parma e San Raffaele di Milano)
– Chiara De Waure, Università di Perugia
– Carlo Petrini, presidente del Centro nazionale dei comitati etici
– Maria Cinzia Leone, dirigente Ministero della Salute
– Anna Teresa Palamara, ISS
– Piero Ruggeri, Università di Padova
– Mario Carmelo Zappia, DG ASP Enna
– Emanuele Montomoli, Università di Siena
– Giambattista Catalini, già Direttore Chirurgia ASUR Marche
– Eugenio Serravalle, pediatra e docente a Pisa
– Paolo Bellavite, già docente Università di Verona
– Roberto Testi, ASL Torino
– Francesco Vitale, Università di Palermo
– Gian Luigi Marseglia, Università di Pavia
– Domenico Martinelli, Università di Foggia
– Fortunato Paolo D’Ancona, ISS Roma
– Roberto Ieraci, ASL Roma 1
– Lorena Martini, Agenas
– Alessandro Perrella, Ospedale Cotugno
– Francesca Russo, Regione Veneto
– Alberto Villani, Ospedale Bambino Gesù
Il NITAG
Il Gruppo consultivo nazionale sulle vaccinazioni (NITAG – National immunization technical advisory group) è attualmente stato istituito con Decreto 29 settembre 2021 successivamente integrato con Decreto 15 dicembre 2021 e Decreto 26 aprile 2022.
Il NITAG è un Organo indipendente col compito di supportare, dietro specifica richiesta e su problematiche specifiche, il Ministero della Salute nella formulazione di raccomandazioni “evidence-based” sulle questioni relative alle vaccinazioni e alle politiche vaccinali, raccogliendo, analizzando e valutando prove scientifiche.
In particolare:
- Il NITAG opera seguendo un approccio di valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment) coerente con il processo decisionale suggerito dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicando le evidenze scientifiche che sostengono le decisioni di politica vaccinale, valutando l’attendibilità e l’indipendenza delle fonti utilizzate e verificandone l’assenza di conflitti di interesse.
- Il NITAG predispone un compendio scientifico per la stesura di una proposta di piano nazionale triennale di vaccinazione, tenendo conto anche degli effetti della pandemia di COVID-19 rispetto all’intero impianto di prevenzione vaccinale a livello globale.
- Il NITAG formula specifiche raccomandazioni sulle seguenti materie:
- monitoraggio sull’incidenza delle malattie infettive prevenibili con la vaccinazione e sui risultati dei programmi di vaccinazione in atto nel paese;
- studio della natura e dei determinanti dei comportamenti di rifiuto o diffidenza verso le vaccinazioni al fine di elaborare strategie mirate di miglioramento delle coperture;
- modifiche o integrazioni dei programmi di vaccinazione in atto al fine di aggiornare il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale;
- modifiche o integrazioni del calendario nazionale di offerta vaccinale alla luce di nuovi prodotti o di nuove informazioni riguardanti i prodotti esistenti;
- informazione e comunicazione verso il pubblico e il mondo professionale in tema di vaccinazioni;
- Il NITAG interagisce con gli organismi internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità, Unione Eropea, European Centre for Disease Prevention and Control)) in materia di vaccinazioni, anche in considerazione di specifici piani vaccinali internazionali (es. polio, morbillo e rosolia).
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