Verona ricorda la strage di Bologna e Davide Caprioli
Redazione
Anche quest’anno Verona ha partecipato con il Gonfalone comunale alla commemorazione ufficiale della strage del 2 agosto 1980 a Bologna, manifestando solidarietà alla cittadinanza bolognese e determinazione a mantenere viva la memoria di una delle pagine più buie del nostro Paese.
«Finalmente vediamo – afferma l’assessore Buffolo – come la memoria incontri una 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐚: che non condanna solo gli esecutori materiali, ma conferma le responsabilità dei depistaggi, le complicità negli apparati dello Stato e il ruolo della loggia P2. La strage del 2 agosto è stata a tutti gli effetti una strage di Stato di matrice neofascista, dentro la strategia volta a riportare indietro le lancette della storia rispetto alle conquiste politiche e sociali dell’Italia repubblicana».
La strage del 2 agosto ha modificato la storia del nostro paese e un’infinità di vite, spezzate e rovinate, tra queste è importante ricordare quella del giovane veronese Davide Caprioli, vittima innocente di 20 anni, cui oggi è dedicata la biblioteca di Borgo Milano.
«Essere a Bologna a fianco di Cristina che, come tutti i familiari delle vittime, da 45 anni anni si batte per riaffermare il diritto alla verità e alla memoria era il modo migliore per dimostrare la vicinanza della nostra amministrazione, come abbiamo fatto anche giovedì nell’accogliere a Palazzo Barbieri la staffetta della memoria» ha concluso Buffolo.
Il ricordo del Presidente Lorenzo Fontana
Anche il Presidente della Camera dei Deputati, il veronese Lorenzo Fontana, ha voluto ricordare Caprioli: «La strage di Bologna, 45 anni fa, rappresenta una delle pagine più drammatiche della nostra storia repubblicana: un attacco al Paese, volto a sovvertire l’ordine democratico – ha scritto in una nota stampa -. La sua matrice neofascista è stata accertata in sede giudiziaria. Rivolgo la mia vicinanza ai familiari delle vittime e alla città di Bologna. Un pensiero ai cari del mio concittadino Davide Caprioli, giovane veronese ferito mortalmente in quel giorno mentre aspettava il treno. Coltivare la memoria è un dovere civile: è attraverso il ricordo e la riflessione che possiamo comprendere l’orrore di certi atti e rafforzare l’impegno comune contro la violenza e il terrore».
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