Collettore del Garda, obiettivo finire nel 2031 sulla sponda Veronese
Redazione
Un incontro istituzionale, voluto da Azienda Gardesana Servizi, per incontrare i parlamentari veronesi, il presidente della Provincia Flavio Pasini, i consiglieri regionali e le istituzioni che hanno reso possibile i nuovi stanziamenti a favore del collettore del Garda.
Un’occasione fondamentale per condividere e sottolineare l’importanza dell’impegno di parlamentari e senatori veronesi che ha permesso di destinare 50 milioni di euro alla sponda veronese. Contributo cui la Provincia di Verona ha deliberato di aggiungere 1 milione di euro, stanziato nelle settimane scorse. All’incontro partecipano il presidente di AGS Angelo Cresco, il direttore generale di AGS Carlo Alberto Voi e i sindaci soci di AGS.
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All’incontro hanno partecipato la senatrice Aurora Floridia, il senatore Matteo Gelmetti, gli onorevoli Maria Paola Boscaini e Ciro Maschio, il consigliere regionale Tomas Piccinini, i rappresentanti del CdA di Azienda Gardesana Servizi. L’on. Boscaini ha annunciato che il Ministero dell’Ambiente è pronto a confermare ulteriori 22 milioni di finanziamento.
«Credo sia importante, oggi, ringraziare i parlamentari veronesi, la Provincia, le Istituzioni per il fondamentale risultato che abbiamo ottenuto, grazie al loro impegno e alla loro costanza – ha sottolineato il presidente Cresco -. Nel nostro incontro, a marzo, avevamo chiesto che il sistema Verona agisse compatto per raggiungere questo obiettivo. Forti della richiesta dei nostri sindaci, abbiamo agito e la politica ha saputo fare squadra. Per noi ora, diventa essenziale la certezza di ottenere i fondi, fondamentali per avviare i lavori nei tempi prestabiliti. Ciò che è sicuro è che elimineremo dalla sponda veronese tutte le tubazioni presenti nel lago, attualmente un potenziale pericolo. Sarà necessario però che sulla sponda bresciana venga realizzato il depuratore: finalmente è stato individuato Lonato come il Comune in cui sarà realizzato».
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Il nuovo finanziamento di 50 milioni di euro, recentemente approvato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) a favore dell’ambizioso progetto di rifacimento del sistema di collettamento dei reflui fognari della sponda veronese del lago di Garda, rappresenta una spinta decisiva verso il raggiungimento dell’obiettivo prefissato di completare l’opera entro il 2030-2031.
«Il finanziamento – spiega il direttore Voi – consentirà la progressiva riqualificazione ed il potenziamento del collettore fognario dell’intera tratta da Malcesine a Peschiera del Garda e dal confine territoriale tra Sirmione e Peschiera, così come pianificato con il progetto definitivo approvato nel 2020 dal Consiglio di Bacino Veronese. Con i 30 milioni del 2025, sarà possibile riprendere i lavori a partire dalla zona nord, da Lazise a Torri del Benaco. A seguire, nel 2026, partiremo da Malcesine diretti verso Brenzone e Torri. Ipotizziamo la conclusione dei lavori nel 2031, se venisse confermato il finanziamento ulteriore di 22milioni dei Fondi di Coesione».
Nello specifico, grazie a queste nuove risorse, ed in particolare alla prima tranche di 30 milioni di euro messi a disposizione già dal corrente anno 2025, AGS potrà proseguire con le opere arrivando al rifacimento pressoché completo di tutto il sistema del basso lago:
- tratta da Brancolino di Torri del Benaco fino a Peschiera del Garda;
- completamento delle opere elettromeccaniche della tratta che raccoglie i reflui di Desenzano e Sirmione in località Maraschina di Peschiera del Garda, per trasferirli al depuratore di Peschiera.
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Sarà così possibile, finalmente, dismettere tutte le condotte sub lacuali presenti sul territorio veronese del Garda, almeno per quanto riguarda l’aliquota di reflui generati dalla stessa riviera veronese, mettendo definitivamente in sicurezza le acque del lago di Garda e scongiurando, per il basso lago (nei Comuni di Garda, Bardolino, Lazise e Peschiera) possibili fuoriuscite di refluo. Resta, purtroppo, la condotta sub lacuale che collega la sponda bresciana a quella veronese la cui dismissione definitiva è demandata alla realizzazione del nuovo depuratore bresciano, a servizio della rete reflua in capo al Gestore Acque Bresciane spa.
Lo sviluppo della riqualificazione dell’opera potrà, pertanto, proseguire anche in sinergia in relazione alla costruenda ciclovia del Garda e alle altre infrastrutture sviluppate dagli Enti locali.
Con la seconda tranche dei rimanenti 20 milioni di euro, previsti nella annualità 2026 sarà possibile proseguire nel rifacimento ed adeguamento della condotta fognaria verso nord, a partire da Brancolino in Comune di Torri, le tratte Malcesine-Brenzone e Torri del Benaco-Brenzone.
Per gli interventi, pianificati sul collettore quest’anno, è in corso la fase di progettazione esecutiva o, nel caso di appalto integrato, i capitolati speciali, così da garantire l’indizione delle gare non appena saranno comunicati gli estremi del finanziamento a copertura.
Per i restanti interventi programmati per l’annualità 2026 è in corso di affidamento la progettazione esecutiva compatibilmente con il cronoprogramma del finanziamento.
Contestualmente sarà dato corso alla progettazione e alla realizzazione della nuova dorsale acquedottistica destinata a collegare le diverse reti comunali, oggi a servizio dei singoli Comuni rivieraschi per interconnetterle e garantire la massima flessibilità e resilienza. Questo intervento è realizzato anche nell’ottica dello sviluppo del piano MOSAV (a cura del dipartimento della Regione Veneto) che individua il bacino del lago di Garda come futura possibile fonte alternativa di approvvigionamento idrico a servizio dell’intero sistema acquedottistico del Veneto.
«La Provincia di Verona si è impegnata a mettere 1 milione – ha detto il presidente Pasini – che è un segno che è vicinanza ai Comuni del lago. L’obiettivo scongiurare il più possibile qualsiasi incidente, per questo si deve proseguire velocemente con la realizzazione del nuovo collettore».
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